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Machozi, lacrime

Inserito da on 13 dicembre 2016 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro*

Era questo uno dei nomi che veniva dato, soprattutto alle bambine, in Africa. Il nome è il ricordo di come uno è nato. E Machozi vuol ricordare che la bambina era venuta al mondo in una situazione di tristezza, di lacrime. La mamma aveva sofferto molto e ora la bambina, portando quel nome, si sarebbe ricordata di come era arrivata su questa terra. Vedere piangere qualcuno non è mai una bella cosa. Si resta interdetti, non si sa cosa fare. Forse, bisognerebbe incominciare ad asciugare le sue lacrime, a starle vicino e dirle che non tutto è perduto, che può contare su di te. Ma spesso ti mancano le parole e allora è meglio tacere. Poi, piano piano, quando la sorgente comincia a non dare più niente, puoi incominciare ad asciugarle il cuore, a dirle che si può ricominciare, che il sole può ancora risplendere nella sua vita. E allora ti accorgi che quella persona dà coraggio a te che ti sei interessata di lei. Tutto può diventare più semplice, perché tu ti sei fatto vicino ai suoi problemi, hai mescolato un po’ della tua vita con la sua. Sei cresciuto un po’ di più, crescendo insieme a lei.

*missionario saveriano

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