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Mlima, montagna

Inserito da on 21 novembre 2016 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro*

Quando noi in Italia, andiamo in montagna, è per fare delle belle passeggiate, contemplare la natura, bersi un po’ di acqua fresca e riposarsi. Invece, quando sono andato in montagna, diciamo sulle alte colline, in Congo rd, era per andare a trovare le comunità cristiane di pastori. Per loro era normale salire e scendere, portando le lamiere per la casa o altro materiale. Invece per me era faticoso, perché i sentieri non sono come da noi che salgono gradualmente. Là si tira dritto. Loro sono atletici e filano che è un piacere. Non gli interessa molto la poesia della montagna, ma la pratica, cioè che lassù ci vivono, pascolando le mucche e costruendo le loro capanne con il materiale locale (cemento di mucca). Mi ha sempre fatto impressione, al mattino presto, quando ci si alza, vedere i bambini che andavano sotto la mucca a lavarsi con la loro pipì, che veniva anche utilizzata per “disinfettare” le pentole. Erano come mamma li aveva fatti, non avevano freddo (eravamo oltre i mille metri) ed erano tranquilli. Invece io dovevo mettermi un maglione. La cosa più simpatica, se così si può dire, era fare i propri bisogni in toilette in pendenza verso il fondo della montagna. Bisognava aggrapparsi ai pali per non finire fino in fondo. Ma, a parte questi inconvenienti, l’accoglienza era sempre simpatica. Il latte era la materia prima. Ti davano anche un bel polletto arrostito (veramente era un po’ crudo per i miei denti). Ma con un po’ di buona volontà, si riusciva a mangiarne qualche pezzo. Un po’ di banane e del mais arrostito al fuoco  completava il pranzetto. Anche la celebrazione era bella e vissuta con intensità, al suono dei tamburi, con le mucche che curiosavano per vedere che cosa si faceva. Poi si ritornava a valle, con il panorama del lago Tanganika sullo sfondo. Bellissimo. A volte, si poteva contemplare il sole che lentamente si tuffava nelle acque. Un dipinto stupendo, fatto dal Buon Dio. Ne valeva veramente la pena di salire fin là in cima per uno spettacolo fa.vo.lo.so!

*missionario saveriano  

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