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Cava de’ Tirreni: tappa “No Tav Tour

Inserito da on 12 novembre 2016 – 04:00No Comment
Il 13 novembre, in Piazza Abbro, alle ore 18,00 il movimento No Tav; il movimento nasce nei primi anni 90 per opporsi alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, da allora è stato punto di riferimento per tutti coloro che hanno visto nell’autorganizzazione popolare l’unico strumento reale di difesa dei territori e di chi li abita. L’8 Dicembre 2005 il movimento raggiunse il massimo della visibilità mediatica, grazie alla liberazione della città di Venaus (TO), praticamente assediata dalla polizia. Nell’arco di questo ventennio è stata forte la solidarietà dei movimenti davanti ad ogni atto repressivo dello Stato nei confronti del movimento. Tra le file degli attivisti troppi sono quelli che ad oggi si trovano in galera e ancor di più quelli che vengono perseguitati quotidianamente affinché desistano dalla loro attività di informazione e di impegno in prima linea. Le assurde e ingiustificate misure cautelari che sono state prese recentemente dal Tribunale di Torino avrebbero dovuto costringere gli abitanti della “Valle che resiste” a rimanere nelle loro abitazioni con l’obbligo di presentarsi in commissariato a firmare ogni giorno, ma la risposta di violare le prescrizioni da parte dei militanti è stata un chiaro segnale che la resistenza continuerà più duramente che mai. In occasione della campagna per il NO al referendum costituzionale del 4 Dicembre abbiamo deciso di invitare i No Tav impegnati nel loro tour in più di 30 città italiane per portare la testimonianza della loro resistenza e conoscere una prova vivente dell’idea che organizzarsi dal basso è una necessità in uno Stato che spreca denaro pubblico e vara riforme antipopolari (Jobs Act, Buona Scuola) per fare gli interessi dei pochi soliti grandi gruppi economici italiani e internazionali. Difatti riforme come lo SbloccaItalia, che sono state congegnate unicamente per rendere più semplice l’opera di speculazione sui territori agli imprenditori, rischiano di diventare solo la punta di un gigantesco iceberg fatto di sfruttamento e devastazione nel caso di una vittoria del SI. Nessuno meglio di chi da oltre venti anni vede anteposti gli interessi economici e particolari della politica alla salvaguardia della propria salute e della possibilità di vivere dignitosamente nella propria terra può aiutarci a togliere la maschera di questo Governo svelando le sue innumerevoli contraddizioni e ingiustizie messe in atto quotidianamente in un attacco senza precedenti contro lavoratori, studenti, disoccupati di questo paese.

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