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L’angolo della lettura: Sulle tracce di Camus “Lo Straniero”

Inserito da on 11 novembre 2016 – 00:00No Comment

Angelo Cennamo

Sfiorare i 40 gradi all’ombra e trovarsi tra le mani, per una strana coincidenza, uno dei maggiori capolavori della letteratura del Novecento. Avevo appena trovato scampo nella refrigerata libreria Feltrinelli di corso Vittorio Emanuele, che il mio sguardo è caduto su un volume incolonnato sopra il tavolo, al centro della sala grande, quella al piano inferiore. Lo Straniero di Albert Camus è un romanzo del 1942, nella classifica di Le Monde figura al primo posto tra i 100 libri imperdibili del XX secolo. Conoscevo il nome di Camus per averlo incrociato forse in qualche testo liceale o chissà dove. Non ricordo di preciso. Sulla quarta di copertina c’è la foto in bianco e nero dell’autore, elegante in giacca e cravatta, ben pettinato, con due note biografiche. Di nazionalità francese, Camus era nato però poco lontano da Algeri, nel 1913, da una famiglia poverissima. Quella mattina a Salerno c’era un calura soffocante e io stavo per comprare il romanzo del più famoso scrittore africano di tutti i tempi. Vi sembra un caso? La sera dopo, vengo invitato da un amico ad un festival della letteratura che si tiene ogni anno, tra le stradine e gli anfratti  più suggestivi del centro storico. Troviamo posto in prima fila e attendiamo l’arrivo di un noto critico letterario che di lì a poco avrebbe intrattenuto il pubblico con una lectio magistralis dedicata al rinascimento. Prima di lui, l’intervistatore conversa amabilmente sul palco con un dirigente della Rcs libri, anche lui molto conosciuto. Ad un tratto il discorso cade su Albert Camus. Caspita. Tendo l’orecchio e penso all’acquisto fatto il giorno prima. L’editore cita un dato che per certi versi conferma l’attendibilità della classifica pubblicata da Le Monde. Il dato è il seguente: ancora oggi, a distanza di oltre 70 anni dalla sua prima pubblicazione, de Lo Straniero, solo in Francia, si vendono circa duecentomila copie l’anno. Un record straordinario, non c’è dubbio. Ascoltavo la conversazione e pensavo, anzi pregustavo, la lettura che avrei cominciato forse quella sera stessa, tornando  a casa, al termine dell’interessante kermesse. Era come mi immaginavo; Le Monde, per quanto animato da un legittimo spirito nazionalistico –  i francesi sono maestri nel difendere i loro prodotti – non sbagliava : Lo Straniero è un vero capolavoro e Camus scrive come pochi altri romanzieri del suo tempo. Divoro le 200 pagine del libro in poco più di un giorno. La prosa è quella che preferisco: articolata, ricca, sinuosa, musicale – merito anche del traduttore italiano. Camus ha la capacità di trasformare le parole in immagini e di trascinare il lettore nei luoghi del racconto. Un talento raro che lo ha portato, a poco più di quarant’anni, a vincere il Nobel per la letteratura. Dopo Lo Straniero, corro ad acquistare La Peste, L’Uomo in rivolta Il Primo uomo, opera postuma ricostruita da una serie di appunti che lo scrittore aveva con sé, in auto, la sera del terribile incidente che gli costò la vita. Era il 4 gennaio del 1960, Camus aveva 46 anni.

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