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Pontecagnano-Faiano: sviluppo aeroporto, inquinamento ambientale

Inserito da on 15 luglio 2016 – 09:017 Comments

Vincenzo Petrosino

Vi invito a meditare su cosa significa avere un vero aeroporto a regime che ha una sua grave influenza sull’ambiente e salute .Non bastano simulazioni e dati al computer per giustificare cosa accadrà. Molti non conoscono le cose ne hanno idee precise perchè il problema è abbastanza complesso. In un’ area agricola dove esiste una qualità di aria e di vita e soprattutto di aspettativa di vita elevata ,( Pontecagnano ha una aspettativa di vita superiore ad altri paesi )  una simile opera introduce una riduzione reale della qualità, della ‘aspettativa di vita e comunque crea con certezza aumento di patologie anche serie. Tenete bene presente che ” riconosciutamente ” un aeroporto porta danni alla salute. Non sono chiacchiere da bar, infatti vengono posizionati in aree perfette come qualità di aria, proprio perchè non potrebbero essere costruiti dove esistono già livelli di sostanze che sfiorano i limiti di legge, quindi di inquinamento. Non avrebbero i permessi previsti. Il criterio di studio dell’impatto ambientale, parte da una posizione fissa: zona non inquinata ….;) sulla quale portare inquinamento . Dopo avere visto che la qualità dell’aria è ottima o buona, si fanno simulazioni e quindi previsioni di inquinamento da parte degli aeromobili e di altre cose in base al traffico previsto e al tipo di aeromobili, motori e carrichi. Ne risulatano in base ai dati inseriti al computer ed in base all’aria pulita di partenza “ livelli previsti di inquinamento nei limiti di legge “. Furbi vero? Inoltre molti non conoscono cosa accade ai terreni circostanti, alle prescrizioni di legge e neppure alla qualità delle colture in esse prodotte. Non parliamo in questa sede dei danni da esproprio e di altre cose, tralasciamo il problema acustico che pure è importante o quello elettromagnetico sul quale è possibile comunque mettere un punto interrogativo. Ma cosa importante si peggiora ciò che abbiamo ” l’ambiente ” per riportarlo a condizioni di città inquinata o quasi. In realtà l’area di Pontecagnano, Montecorvino, Bellizzi e Pugliano sono meno inquinate di altre realtà e quindi ottime per studio di impatto ambientale per inserire un aeroporto. Ma attenzione sono anche il cuore che pulsa di una realtà agricola che ha una grossa importanza Nazionale. I prodotti di questa zona saranno davvero poi di concorrenza? Creeremo per caso una nuova “terra dei fuochi “? Non vorrei essere profeta come purtroppo è accaduto spesso. Inoltre attenzione perchè bisogna tenere conto del carico di infrastrutture. Se pensiamo ad un termovalorizzatore, una fonderia o un cementificio e discariche nella zona anche nel futuro, salta il concetto ;) Se i simulatori in base ai dati inseriti ci dicono che le previsioni di inquinamento sono sotto i limiti di legge, attenzione, non significa che l’inquinamento è innocuo. Bisogna tenere conto del bioaccumulo a livello dei residenti. Molte delle sostanze inquinanti si “ bioaccumulano” nell’organismo di chi  vive in zona. Inoltre e attenzione, molte delle sostanze di cui parliamo agiscono da “interferenti endocrini “al momento non conosciamo molto bene la loro azione e anzi la moderna oncologia parla di alterazioni epigenetiche. Siamo ben oltre quindi il classico pensiero delle sostanze di micron che agiscono sul sistema respiratorio. Qui parliamo di sostanze che agirebbero sul nostro organismo in concentrazioni di milionesimo di grammo. Parliamo molto spesso di ambiente e salvaguardia dell’ambiente. Tutti interagiamo con l’ambiente esterno e molte delle patologie alle quali andiamo incontro derivano proprio da questa interazione uomo-ambiente. Noi cambiando l’ambiente stiamo probabilmente cambiando le generazioni future. Sappiamo tutti che una delle soluzioni è la ” prevenzione Primaria “, quest’ultima precede ed è più importante della ” diagnosi precoce “. Invece di spegnere un piccolo fuoco (diagnosi precoce) dobbiamo cercare di non farlo accendere (Prevenzione Primaria ).Quando si parla di ambiente e dell’interazione con gli uomini-animali e piante diventa davvero difficile comportarsi. Abbiamo fiumi inquinati da sostanze tossiche, cancerogene e mutagene, abbiamo città e paesi con discariche, rifiuti, fabbriche e inceneritori. Abbiamo cicli di produzione e di vita che coesistono per ”forza maggiore ” con cicli abnormi di agenti chimici e altro. Abbiamo smaltito sostanze sia in modo doloso che colposo un poco dappertutto. La gente è costretta a vivere sulle sponde di fiumi inquinati, costretta ad alimentarsi con cibi contaminati da queste acque, respirare in luoghi con alta percentuale di sostanze tossiche e polveri. Ho sempre sostenuto che ogni qualvolta si decide di ”costruire qualche struttura o infrastruttura ” con potenzialità inquinanti, questa deve almeno tenere conto del contesto nel quale sorge . Spesso si caricano alcune zone di troppe cose che creano un effetto” sommatoria “devastante. Alla luce dei moderni studi e del rischio che l’ambiente inquinato provoca centinaia di migliaia di morti e malati, non possiamo stare immobili. Non ambientalismo e neppure allarmismo solo ed esclusivamente “scienza“ . La prevenzione Primaria è determinante. Sia il trasporto veicolare su gomma che il trasporto aereo sono due forme di mobilità molto dannose per la nostra salute e vanno governate, controllate e pianificate. Nulla dovrebbe essere lasciato al caso. Tutti conoscono la realtà del Comune di Pontecagnano e del suo “atteso sviluppo “dell’ aeroporto. Non ho mai letto in questi anni, e spero che mi sia sfuggito, qualcosa che si occupasse di cosa provoca nell’ambiente un aeroporto. Basta guardarsi intorno per capire in quante città Italiane non desiderano Aeroporti oppure chiedono il loro ridimensionamento. Non ho mai sentito parlare degli abitanti di Pontecagnano che vivono intorno all’aeroporto e sono migliaia. Ho ascoltato solo le parole “progressso –sviluppo-lavoro ”. L’inquinamento sia acustico che chimico è notevole. Io sostengo che è inutile dare percentuali. Ogni volta che si introduce una grossa infrastruttura nell’ambiente questa ha comunque un peso. Allora dobbiamo dire che il  “progresso “ ha un prezzo e questo non va bene se il prezzo fosse anche un solo ammalato di cancro oppure un bambino malformato. Mi dispiace ma non mi trovate d’accordo quale uomo di scienza. Preferisco fare a meno dell’ aereo oppure fare qualche chilometro in più e andare dove gia esiste . Anzi ridimensioniamo quelli esistenti. Gli aeri sono macchine a motore, il caburante degli aerei produce prodotti nocivi e polveri tossiche che contribuiscono non poco all’emissione di co2 e quindi all’effetto serra responsabile di tanti danni alla nostra terra. In alcuni paesi si sta cercando di ridurre al minimo questo problema. L’aumento di metalli, polveri sottili e prodotti di combustione ricadono sull’ambiente che circonda l’aeroporto e gli effetti possono essere devastanti specialmente a lungo termine. Magari faremo una grande battaglia per ”l’inceneritore” o per le fonderie perdendo di vista l’aeroporto che è molto ma molto più grave. Qualcuno mi venisse a dire:  “Un aeroporto non  crea problemi alla popolazione che vive in un vasto raggio intorno ad esso “, anzi me lo documentasse .Questo è solo un primo  sasso…nello stagno ! Meditate….

7 Comments »

  • Gaetano Perillo scrive:

    Mi meraviglia che questo “primo sasso … nello stagno” venga gettato da un uomo di scienza.
    Se preferisce fare qualche chilometro in più per prendere l’aereo dove già esiste un aeroporto, per coerenza dovrebbe preoccuparsi anche del bioambiente che circonda questo insediamento e, per non dare il suo piccolo contributo all’inquinamento, rinunciare al volo (invitando tutti a fare altrettanto) e raggiungere a piedi la sua destinazione finale, impiegando tutto il tempo necessario con una lunga e salutare camminata.
    Torniamo pure alle epoche in cui non esistevano tanti impianti e oggetti di uso comune, produttori di sostanze nocive.
    Ma smettiamola di compiacerci allora per il fatto che il progresso – voluto e creato da chi ci crede, in tutti i settori della scienza – ha determinato un notevole allungamento della vita media delle persone, rispetto a quello registrato ai tempi in cui l’umanità … faceva i suoi spostamenti a piedi.

    • Anna scrive:

      Alla luce di quando si sta verificando e quando ci consegna il progresso preferisco non averlo il progresso.
      Per me che sono donna e ho il senso di madre e protezione e conoscendo i danni che stanno emergendo da questi progressi che tanto decandate, vi dico che preferisco vivere con un sacrificio in più e non con una vita sulla coscienza.
      Voi che parlate di progresso dovreste ragionare non con la mente del progettista e del passeggero ma con una mente proietata alla salvaguardia della vita umana soprattutto quella dei nostri figli.
      I nostri Avi hanno fatto sacrifici ed hanno vissuto vite pesanti ma lunghe ed erano felici.
      Oggi ci sono tutte le comodita possibile ma la vita è diventata breve e frenetica, si muore con meno dolore ma si muore.
      Quindi non mi parlate di progresso perchè vorrei vedere voi ad abitare sotto uno scalo aeroportuale, quando pur sacrificando qualcosa si è scelta la traquillità e la voglia di respirare area più pulita rispetto ad un centro abitato.

      • Gaetano Perillo scrive:

        Facile replicare.
        Anche chi – pur con qualche sacrificio – ha “scelto la tranquillità e la voglia di respirare aria più pulita rispetto ad un centro abitato” non disdegna però l’uso dei vantaggi dati dal progresso. Ad es., la lavatrice/asciugatrice elettrica invece del lavatoio e delle lavandaie con liscivia a cui ricorrevano le nostre ave, dalla vita pesante ma lunga e felice(??). Oppure i veloci mezzi di trasporto che consentono di andare rapidamente in farmacia per un farmaco o in ospedale per urgenti cure specialistiche. Questi sono risultati del progresso, a cui l’uomo ha contribuito nel corso dei secoli e comunque generalmente non ci rinuncia. Quanto alla morte, é più forte di noi, ma la “frenesia” non la impone il vivere all’insegna del progresso, ma è solo una libera scelta di chi vuole “strafare”!!

  • Bene innanzitutto su http://www.petrosinovincenzo.it troverete interviste e studi.
    Per quanto riguarda la soluzione ho ben scritto che bisogna fare tutti un passo indietro, evitare di introdurre altri problemi e curare, migliorare controllare l’esistente.
    Per quanto riguarda ciò che sto studiando, purtroppo quello che abbiamo trovato nel sangue dei malati non sembra rassicurante per qualsiasi costruzione ed esercizio di impianti con eliminazione di inquinanti persistenti. Mi dispiace ma lo dicono le analisi e tre anni di studio e abbiamo presentato e pubblicato. Per quanto riguarda il prezzo del progresso, non confondiamo il progresso di un tipo dal regresso di un altro. Io personalmente ho preso una sola volta l’aereo , e se dovessi riprenderlo andrei anche a cavallo se fosse necessario e magari in un aeroporto ridimensionato e super tecnologico . Probabilmente molti non conoscono le realtà della gente residente in prossimità degli aeroporti. Ovvio che su 60.000.000 di abitanti incidere sul 1-2 % passa inosservato. Da parte mia questa è l’idea, dovrò ovviamente parlare dei risultati delle nostre ricerche, dire la mia idea e essere magari confutato da pari grado non dall’ingegnere aeronautico che parla di salute all’oncologo.Credo sia molto chiaro il messaggio. Non ambientalismo anzi…ma scienza. Per quale motivo dovremmo combattere una fonderia ,una ferriera, un inceneritore, il traffico e dire ok a braccia aperte ad una noxa quale l’aeroporto ?

    • Gaetano Perillo scrive:

      Sarebbe poco costruttivo imbarcarsi in una diatriba se per confutare le idee di qualcuno occorra essere suo parigrado, dato che solo così si può essere in grado di sostenere un reale confronto di idee. Certo, se si intende rimanere esclusivamente nel campo delle rispettive tecnicalità, chiaramente si avranno problemi di comprensione fra un ingegnere aeronautico e un ricercatore patologo. Tuttavia, esiste un substrato comune del sapere scientifico che annulla le barriere delle singole specificità e consente di avere visioni omnicomprensive su cui basare valutazioni di sintesi atte a soppesare ciò che è pro e ciò che è contro. Pur con le più accurate ricerche, fare la classifica della nocività dei vari tipi di impianti, sistemazioni, installazioni, scoperte e quant’altro realizzato dall’uomo nel corso dei secoli sarebbe un esercizio utile ma fine a se stesso. Progresso e regresso possono anche far rima fra di loro, ma mai rappresentare un binomio che cammina di pari passo. A meno che non si preferisca disconoscere la propria “semenza” e quindi rimanere “bruti”, incapaci di “seguir vertude e conoscenza”, secondo le esortazioni fatte da Ulisse ai suoi compagni, per bocca di Dante.

  • Marco scrive:

    Sono un medico ricercato e svolgendo ricerche analoghe sono incuriosito dalla metodologia utilizzata dal dott. Petrosino. Può gentilmente mandarmi i riferimenti su pubmed?

    • Vincenzo scrive:

      Caro Marco , deve darmi il cognome. Poi o effettua una ricerca e trova, oppure se mi fa una esplicita richiesta dando i titoli e altro vediamo in concerto con gli altri firmatari dei lavori se possiamo esaudire la sua richiesta. 04/04/2017

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