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Napoli: scarpe imbottite di droga per figlio in carcere a Poggioreale

Inserito da on 24 marzo 2016 – 07:09No Comment

Ha passato un paio di scarpe al figlio detenuto nel carcere di Napoli Poggioreale durante un colloquio, ma il gesto è stato notato dagli uomini della Polizia Penitenziaria che al termine della visita hanno fermato l’uomo e controllato le scarpe. Nel tacco era stato ricavato un incavo con un etto di droga. L’uomo è stato arrestato e associato al carcere di Napoli. E’ accaduto ieri nel carcere di Poggioreale e darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta: “E’ stata una brillante operazione di servizio dei bravi Baschi Azzurri di Napoli. A seguito del rinvenimento di droga, è stata disposta una perquisizione presso il domicilio dell’uomo dove è stato sequestrato materiale per pesare e confezionare la droga, alcuni quantitativi dei quali trovati anche a bordo della macchina con la quale si era recato a fare il colloquio a Poggioreale”.“Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Napoli Poggioreale, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere”, prosegue il leader nazionale del SAPPE. “Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex – una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento – sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. Questo deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”.

 

 

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