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Campania: Alfieri, presidente Federcampana BCC e Comuni Cilentani “Restiamo banche di qualità”

Inserito da on 25 gennaio 2016 – 07:18No Comment

“Non bisogna fare confusione – dice il presidente di Federcampana Bcc  – tra le banche oggetto del recente provvedimento del Governo ed il movimento del credito cooperativo: si tratta di due circuiti completamente diversi. Il nostro sistema è molto solido e tutti gli indica- tori confermano che anche in Campania godiamo di ottima salute. Va aggiunto che siamo dotati di tutti gli strumenti che ci consentono di intervenire in maniera autono- ma, attraverso il vincolo di solidarietà che unisce le singole Bcc, in casi di criticità come abbiamo dimostrato anche di recente in provincia di Avellino”. L’interrogativo al quale rispondere in questi giorni è abbastanza semplice: cambieranno le Banche di Credito Cooperativo dopo la riforma? Che cosa signi – cherà la costituzione di una newco, di una capogruppo legata alle tante Bcc che operano nel Paese dal patto di coesione? Cambierà il “dna” di queste banche espressione dei singoli territori? “La riforma – evidenzia Al eri – è la risposta ai grandi cambiamenti che attraversano il mondo del credito a livello nazionale ed europeo. Ma va ricordato che il nostro movimento è stato capace di raggiungere una sintesi delle istanze provenienti dalle tante realtà locali che in esso si ritrovano e si riconoscono. Certamente, non perderemo quello che è a tutti gli e etti la nostra principa- le caratteristica: mettere sempre al centro della nostra azione il socio e le sue esigenze che coincidono, naturalmente, con le aspetta- tive delle comunità di cui famiglie ed aziende sono espressione. Riteniamo un grave errore allontanarci da questa impostazione ed, infatti, il confronto che si è svolto al nostro interno non ha mai messo in discussione questa scala di valori”. Nessun riferimento al modello “Credit Agricole”? “Non è questione di modelli – approfondisce Al eri – ma di sostanza dell’azione bancaria. Le Bcc non possono diventare una rete di sportelli che risponde alla capogruppo. L’autonomia delle singole banche coincide con il valore e la volontà di continuare ad essere espressione delle comunità e dei soci che noi rappresen- tiamo. Ma autonomia non signi ca anarchia o, peggio ancora, deviazione dai percorsi di gestione ottimale e virtuosa. Anzi, proprio i criteri di e cienza e di e cacia diventeranno con il nuovo assetto ancora più premianti per le singole Bcc: chi metterà in campo un numero maggiore di buone pratiche e più consistenti perfomance positive conquisterà un grado più ampio di autonomia gestionale. Mi sembra che la vera innovazione del model- lo bancario non solo a livello italiano, ma europeo, sia di rintracciare nella nostra propo- sta di auto/riforma”. Nessun problema, quindi, nessuna di coltà in questo percorso che in molti ritengono, invece, non semplice proprio in considerazione della lunga tradizione “municipalista” delle antiche Casse Rurali ed Artigiane. “Senza dubbio ogni innovazione – risponde Al eri – ha bisogno di tempo per essere pienamente metabolizzata, ma credo, anche in considerazione della mia esperienza di Presidente della Bcc dei Comuni Cilentani (che ha aggregato al suo interno più esperien- ze del movimento del credito cooperativo nell’area a Sud di Salerno) che alla ne non si giudica una banca in base alla denominazione che assume. Una banca si giudica dalla qualità dei servizi che o re e dalla capacità di ascolto e di risoluzione dei problemi che la sua comunità gli sottopone. Se c’è un punto di forza indiscutibile delle nostre banche, risiede nel fatto che trasferiamo risorse all’economia reale dei territori. La nostra raccolta sostiene imprese e famiglie sulla base di progetti concreti, non ci facciamo distrarre dalla costruzione di itinerari meramente nanziari. E con il nuovo assetto non ci allontaneremo da questa identità sana e molto radicata nel tempo”. Cambierà anche il ruolo di Federcam- pana? “Certamente – conclude Al eri – anche la Federazione dovrà immedesimarsi ulterior- mente nello spirito della riforma che ci attende, mettendo a fuoco ed erogando i servizi di cui le nostre Bcc avranno bisogno per diventare maggiormente competitive. Non ho alcuna pregiudiziale, per esempio, rispetto al ra orzamento del dialogo e del coordinamento con le altre Federazioni del Mezzogiorno, ma sempre nel rispetto dell’autonomia e delle identità territoriali”.

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