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L’opera struggente di un formidabile genio

Inserito da on 13 dicembre 2015 – 00:00No Comment

Angelo Cennamo

Dave Eggers, classe 1970, è uno dei giovani talenti della narrativa americana. Nel 2001 esce il suo primo romanzo L’opera struggente di un formidabile genio : praticamente la storia della sua vita. A poco più di vent’anni Dave rimane orfano di entrambi i genitori, morti di cancro nel giro di qualche mese. Una tragedia devastante e inaspettata che lo costringe a fare da padre e da madre al fratellino di appena otto anni e a rimettere in discussione progetti e stili di vita. Senza però farsi prendere dal panico, Dave vende la casa di famiglia e da Chicago si trasferisce in California con il piccolo Toph. Prima Berkeley poi San Francisco, il nuovo corso dei fratelli Eggers è una sfida  difficile ed emozionante, prodiga di esperienze e di una sconfinata libertà. I soldi ricavati con la casa basteranno per i primi  tempi ma non per sempre. Dave trova un lavoro e con altri amici mette su una rivista satirica di nome “Might” – nella realtà “McSweeney’s“ la rivista letteraria più invidiata al mondo. Le sue giornate sono frenetiche e piene di incombenze: l’ufficio, la rivista, la scuola di Toph, le faccende domestiche, di tanto in tanto il sesso. Vero o immaginato fa lo stesso. Il rapporto tra i due fratelli è di grande complicità: Dave e Toph giocano a frisbee sulla spiaggia, recitano il ruolo di padre e figlio, si prendono cura l’uno dell’altro. Sono queste le pagine più emozionanti e tenere del romanzo. La parte centrale del racconto si perde in una serie di divagazioni prolisse, direi superflue. Ma negli ultimi capitoli la trama riprende ritmo e toni iniziali e l’opera del formidabile genio ritorna struggente. Dave parte per Chicago, fa visita ai nuovi abitanti della vecchia casa di famiglia e finalmente recupera le ceneri di sua madre “Il sacchetto aperto lascia intravedere meglio la forma e i colori delle pietruzze all’interno. Che cosa sarà il bianco? Le ossa?”. Si rimette in macchina e corre verso il lago. Si ferma, guarda la scatola, decide di liberarsene. Apre l’involucro sistemato all’interno e lancia goffamente il contenuto facendo cadere una parte delle ceneri sulle scarpe.  “Non riesco a decidere se quello che sto facendo è bello e nobile e giusto oppure meschino e disgustoso. Lei avrà una vita dopo la morte, ma io non l’avrò perché non credo”. Un gran libro – finalista al Pulitzer -  una prosa moderna e raffinata, l’intuizione di un formidabile genio, coraggioso e anche un po’ spavaldo.  

 

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