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Legge di (In)Stabilità 2016: inserire esenzione IMU su prime case italiani all’estero!

Inserito da on 5 novembre 2015 – 08:59No Comment

La nuova legge di (In)stabilità è arrivata… e ora comincia il bello (si fa per dire). In fin dei conti, cosa ci si poteva aspettare da un premier,  non eletto dai cittadini e in difficoltà di consenso? Il Giamburrasca della politica italiana,  per conquistare una parte dell’elettorato euroscettico, ha iniziato  a minacciare Bruxelles  con un linguaggio  non da esponente del centrosinistra,  ma da rappresentante di una destra plutocratica, dichiarando che in casa nostra comandiamo noi e che nessuno potrà suggerire cosa fare o non fare. Invece, si sa che già dal 2011, con le dimissione del governo Berlusconi,  sotto la regia  del precedente Presidente della Repubblica, siamo stati venduti  alla Troika, cioè ai  rappresentanti della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale, che ci stanno imponendo le riforme da attuare nel nostro paese. Ma ora, dato che la stima degli italiani nei suoi confronti è calata,  ha deciso che, per recuperare consenso, è necessario  abbassare le tasse ed eliminarne altre come IMU e TASI. La comunità italiana che vive oltreconfine, si chiede però cosa succederà sulle loro prime case. Sarà estesa anche a loro l’esenzione sbandierata ai quattro venti da quel venditore di fumo del presidente del Consiglio Renzi? O prenderà ancora una volta per i fondelli? Speriamo che questa volta qualcuno riesca a fargli capire che chi vive   all’estero è un  cittadino italiano  a tutti gli effetti e fare una distinzione su questo punto,  è un  gravissimo atto incostituzionale, oltre ad essere l’atto di chi considera tali cittadini solo delle mucche da mungere. Non si possono dividere gli italiani in due categorie di persone! La decurtazione dei finanziamenti  di circa 3 milioni di €, a favore delle politiche rivolte ai cittadini italiani all’estero, cioè da €  11’919’796 nel 2015 a €  8’625’548 per il 2016, è pura follia! I suddetti tagli  andranno   a colpire soprattutto le Istituzioni scolastiche italiane all’estero, in primis i Corsi di lingua e cultura italiana. Il governo Renzi con ciò dimostra una miopia totale, perché  queste  politiche contro la diffusione della lingua e cultura italiana, produrranno  solo conseguenze negative per l’Italia, soprattutto per quanto riguarda il ritorno economico. Speriamo che Renzi e i suoi fedelissimi non vogliano  tirare un  altro colpo basso… Ma con Renzi tutto è possibile: dalle marce indietro,  alle frenate del giorno dopo. D’altra parte, chi parla tanto, qualcosa di troppo o senza  riflettere, ogni tanto, dovrà pure dirla. La politica dovrebbe essere un servizio, quasi da paragonare a quello  militare,  senza fini di lucro  e in questo senso ogni politico dovrebbe essere paragonato a un servitore dello Stato; la maggior parte dei nostri politici, invece, serve solo se stesso e i suoi amici. Gl’italiani  eletti all’estero, sono divisi su tutto, alcuni non si parlano nemmeno fra loro. Questa è la pessima  immagine che danno.  In quasi 10 anni, da quando nel 2006 è nata la Circoscrizione estero, i suddetti parlamentari hanno prodotto una legge sola: la legge Fedi. Un po`pochino per i 20.000 € al mese che intascano! In futuro peseranno sul bilancio del Paese anche  per  il vitalizio che riceveranno per gli anni trascorsi a Roma, grazie al  loro “dolce far niente”. Nessun impegno sulla prima casa degli italiani all’estero, infatti tranne che per i pensionati, esentati, per tutti gli altri residenti oltre confine,  è considerata seconda abitazione.  A tale proposito è stata lanciata un’ iniziativa per la soppressione di tale ingiusta  tassa, con la raccolta di firme, da parte di un Comitato Promotore delle “Associazioni Italiane in Svizzera”, che sono state consegnate alla Vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli (PD). Speriamo in bene! Dovrebbero andare a casa i vari Garavini,  Micheloni, Farina, Tacconi, Picchi, Caruso, Di Biagio, per citare solo quelli eletti nella ripartizione Europa,  giacchè degli altri 18, francamente sfuggono perfino i nomi.  Gerardo Petta

Associazioni Italiane in Svizzera

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