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Bruxelles: interrogazioni Adinolfi su alluvione Campania

Inserito da on 30 ottobre 2015 – 08:40No Comment

“Siamo qui in Europa da un anno e si continua a parlare delle soluzioni al dissesto idrogeologico, del cambiamento climatico e della cementificazione, delle loro ripercussioni sulla vita dei cittadini europei. Adesso, dopo l’ennesimo episodio alluvionale è giunto il momento di smettere di chiacchierare e iniziare ad agire, di fare diventare azione tutti quei bei propositi scritti dai nostri Commissari Europei, che nei loro bei discorsi sono davvero larghi di vedute, ma nella realtà dei fatti non fanno che ricordarci di attenerci solo ai parametri economici, di tagliare tasse e servizi in nome di un futuro Stato Europeo dalla democrazia sospesa.” E’ un fiume in piena, Isabella Adinolfi, europarlamentare campana,, proprio come quello che qualche giorno fa è esondato nel Sannio causando danni ingenti a persone e proprietà pubbliche e private. “Il movimento 5 stelle da giorni sta aiutando le popolazioni che hanno subito l’alluvione,  Tutta la rete dei meetup campani, tutti i consiglieri comunali, tutti i regionali, tra l’altro autori di una azione rivolta in particolare ad un istituto scolastico, tutti i parlamentari nazionali e in ultimo noi europarlamentari siamo vicini e pronti a cercare di alleviare quanto possibile la tragedia economica e sociale che si è abbattuta col recente alluvione nel beneventano.” Nel dettaglio dell’attività istituzionale sono state inviate alla Commissione europea due interrogazioni che pongono seri quesiti in merito al fondo che è già destinato alle alluvioni dal parlamento europeo.  E’ noto che nel 2002 venne istituito un fondo di solidarietà in grado di poter rispondere a queste emergenze con tempestività e con risorse economiche congrue. Tuttavia il fondo ad oggi ammonta solo a 500 milioni di euro (miracoli dell’eurofinanza)e vi si può accedere solamente se la collettività ha subito danni per un  determinato ammontare e per accedervi bisogna adempiere a lungaggini burocratiche tipiche dell’immobilismo burocratico della nuova Europa, assolutamente fuori luogo in caso di immani tragedie quali un alluvione, dove occorrono risorse e tempestività.. Per questi motivi si chiede un congruo aumento di questo fondo e una maggiore possibilità di accesso da parte degli stati in caso di calamità.

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