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Famiglia in crisi: Ufficio diocesano per separati

Inserito da on 30 agosto 2015 – 09:01No Comment

 di Rita Occidente Lupo

Matrimoni sempre più in crisi…e convivenze non dichiarate spesso, ma di fatto prolifere, con nuovi scenari. Che fanno spesso i conti anche con la crisi economica, che registra un incremento di separati, accodati alle mense di carità. La famiglia, oggetto del Sinodo autunnale, voluto da Papa Francesco, nell’obiettivo di nuove coordinate che il mondo cattolico attende da tempo. Dal Vaticano devono partire nuovi orientamenti, per emulare la convivenza, sul prototipo della cellula di Nazareth, capace di offrire soprattutto ai figli, punti di riferimento contro lo sbandamento valoriale contemporaneo. Spesso, la difficoltà di poter continuare a vivere il sacramento matrimoniale, per incompatibilità caratteriale o per nuove realtà che si profilano nel cammino della coppia fino al “Finchè morte non vi separi” mettono i coniugi in condizioni di rompere il patto del Sì. E la Chiesa in condizioni da dover stimare singolarmente casi in cui, la coppia scoppiata, chiede ugualmente l’accesso sacramentale. Di qui l’iniziativa, a Milano, nei prossimi giorni, di un Ufficio diocesano per l’accoglienza dei fedeli separati, istituito dall’Arcivescovo Angelo Scola. Nella direttiva di voler accompagnare le persone il cui matrimonio è andato in crisi. L’organismo seguirà quattro obiettivi: tentare un cammino di riconciliazione per la coppia, aiutare i fedeli a vivere cristianamente la nuova condizione; accompagnare a un’eventuale introduzione alla domanda per lo scioglimento del vincolo; introdurre la domanda per la verifica della nullità matrimoniale. Molte unioni, infatti, possono transitare per i tribunali ecclesiastici, oltre che per quelli civili, qualora sussistano le condizioni di nullità del vincolo. La storica Sacra Rota, un tempo stimata inaccessibile “ai comuni mortali”, in quanto appannaggio di teste coronate, Enrico VIII docet, oggi non più tale. Infatti, i Tribunali ecclesiastici, istituiti presso le singole diocesi, consentono di vagliare i casi di annullamento nuziale, secondo l’iter giuridico di primo e secondo grado. Raramente entra in causa la Rota, giacchè i tribunali ordinari emettono sentenze definitive, attraverso il primo e secondo grado, rendendo quindi tanti coniugi, liberi da un vincolo, per il matrimonio concordatario e quindi in condizione, a richiesta, di poter celebrare una nuova unione, con tutti i crismi, anche religiosamente!

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