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Salerno: Fare Verde, mobilitazione contro Decreto “Sblocca Italia”

Inserito da on 25 agosto 2015 – 06:07No Comment

Fare Verde annuncia una mobilitazione generale contro il provvedimento governativo che prevede la costruzione di nuovi inceneritori sull’ intero territorio nazionale ed anche in Campania . Dodici nuovi impianti che vanno ad aggiungersi ai 42 già funzionanti ed ai 6 già autorizzati ma ancora in costruzione. Con questi impianti saranno bruciate ulteriori 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti, il 37% in più rispetto ad oggi. Il governo Renzi ha già inviato alle Regioni la bozza di decreto legislativo che attua quanto previsto nell’inquinante Decreto “Sblocca Italia” e cioè la costruzione di questi nuovi inceneritori ritenuti dal governo “infrastrutture ed insediamenti strategici di interesse nazionale.” “È la stessa tecnica usata per le trivellazioni petrolifere e per gli impianti di stoccaggio del gas – dichiara Rosario Peduto, dirigente regionale di Fare Verde Campania – dove, con il movente dell’interesse nazionale e di motivi economico-strategici,  si pongono in essere provvedimenti in totale contrasto con la tutela dell’ambiente e della salute umana. Il Parlamento Europeo ha invitato – con una risoluzione – tutti gli stati membri a estrarre fino all’ultimo grammo di materiale riciclabile dalla massa dei nostri rifiuti. Esattamente quello che Fare Verde – continua Peduto – chiede da almeno venti anni: ridurre la produzione dei rifiuti, riusare il più possibile e riciclare. In un momento di progressivo esaurimento naturale delle cosiddette ‘materie prime’ e di una evidente crisi ambientale, è davvero paradossale che il tema dei rifiuti venga affrontato pensando di implementare il ricorso all’incenerimento, che altro non è che ulteriore fonte di grave inquinamento e spreco di risorse. L’obiettivo del Parlamento Europeo è, infatti, molto pragmatico: assicurare la competitività delle imprese europee approvvigionando l’industria con materiali riciclabili estratti dai nostri scarti, invece che con materie prime importate dall’estero ed a costi sempre crescenti. Per l’Italia, seconda realtà manifatturiera d’Europa, si tratterebbe di agire su un flusso di 2,4 miliardi di tonnellate di materiali ogni anno, con un enorme vantaggio in termini di riduzione dei costi ed aumento della competitività. Per il governo Renzi, invece, l’importante è bruciare più immondizia possibile: scelta – conclude Peduto – che contrasteremo in ogni modo perché, evidentemente, altamente inquinante e concretamente anti-economica.”

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