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Salerno: Cisl, nuova riorganizzazione Provincia

Inserito da on 6 agosto 2015 – 06:08No Comment

Presso la sede della Cisl Fp di Salerno si è tenuto  un incontro sindacale per analizzare il delicato momento di riforma dell’Ente che, attualmente, stanno attraversando i lavoratori della Provincia. All’iniziativa hanno partecipato i quadri e i dirigenti della Cisl Fp territoriale; presente il segretario generale Pietro Antonacchio, il responsabile degli Enti Locali Enzo Della Rocca, le strutture aziendali  con Iolanda Di Zuzio, Nicola Sessa, G. Risi, Chiara Citarella, N. Rago e Paolo Di Palma. Dalla riunione, coordinata da Michele Faiella,  sono emerse una serie di riflessioni per tentare di migliorare i servizi erogati dall’Ente Provincia.- Pur apprezzando l’enorme impegno profuso per la nuova riorganizzazione dell’Ente, la Cisl Fp ha rilevato  che la razionalizzazione e il riassetto con una macrostruttura non risolve i problemi di funzionalità se non vengono esplicitate tutte le funzioni  che ogni settore andrà a svolgere, opportunamente distinte tra fondamentali e marginali. Antonacchio (Cisl Fp):  La vera riforma passa per la valorizzazione delle competenze e delle professionalità. Basta con le vecchie logiche di spartizione che non danno valore al merito e non migliorano la qualità dei servizi.-“Il collasso dei servizi è sotto gli occhi di tutti. Oggi la Corte dei Conti lo certifica autorevolmente, a dispetto delle rassicurazioni, infondate, della ministra della Pa, Marianna Madia. Serve un impegno del Governo, che vada oltre le parole della ministra, perché nella prossima legge di Stabilità si riduca il prelievo previsto per i prossimi anni, così come deciso dalla passata manovra finanziaria, pari a due miliardi per il 2016 e tre per il 2017, oltre quello già operato di un miliardo per quest’anno, che ha messo in ginocchio i servizi ai cittadini”. E’ quanto si legge in una nota di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl in merito all’allarme lanciato dalla Corte dei Conti nella relazione sulla finanza locale.-Da tempo diciamo che le reti territoriali di servizi vanno riorganizzate sulla base dei bisogni delle comunità locali. E che va tutelato il grande patrimonio di professionalità che ogni giorno assicura, nonostante il caos generato da una gestione sbagliata del riassetto territoriale, sicurezza, ambiente, viabilità, scuole, servizi culturali, turistici e formativi. L’allarme delle magistratura contabile non fa che rafforzare le nostre preoccupazioni e quelle dei cittadini che rischierebbero di perdere pezzi importanti di welfare locale. Il governo cambi subito rotta. No ai tagli, si a un vero ridisegno dei servizi di area vasta, con meno costi, più qualità e più valorizzazione delle competenze.

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