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Regione Campania: Petrone “Alloggi realizzati L. n.21/01, immobilismo e degrado”

Inserito da on 22 aprile 2015 – 07:20No Comment

Mentre da un anno si distribuiscono fondi semplicemente per acquisire o consolidare particolari scopi che il più delle volte non hanno alcuna ricaduta economica stabile sui territori,  esistono vicende che da tempo, richiedono urgente soluzione sotto il profilo del decoro e civile convivenza, ma che la giunta Caldoro le tiene ai margini di una ben che minima attenzione. E’ quanto denuncia la Consigliera regionale Anna Petrone che ha presentato oggi una interrogazione urgente a risposta scritta all’Assessore alle Politiche Abitative Ermanno Russo. In particolare – dice la Petrone – “mi riferisco alla vicenda dei circa 400 alloggi realizzati ai sensi della L. n. 21/01 e dislocati in varie zone del Comune di Salerno dove da quasi 2 anni, a causa della mancata erogazione dei finanziamenti spettanti e maturati pari a circa 2,5 ML€,  le famiglie che vi alloggiano vivono in una condizione di assoluta precarietà con gravi disagi di salubrità ambientale, igiene pubblica e pubblica incolumità. Questi fondi, ovviamente, sono attesi anche dalle altre province campane”. La Petrone, calcando la mano,  afferma che:“ Il macroscopico paradosso è che siamo di fronte  non a fondi propri della Regione ma a finanziamenti vincolati ed erogati dal Ministero delle Infrastrutture che da tempo ha già provveduto a trasferire circa 5 ML€ alla Regione Campania. Pare che siano bloccati in conseguenza dei vincoli del Patto di Stabilità. La sostanza rimane, ovvero quando vogliono, e di tempo ne hanno avuto in abbondanza, riescono ad individuare metodo e soluzioni immediate. La realtà – sottolinea Anna Petrone – e che ci troviamo di fronte all’ennesimo immobilismo della Giunta Regionale che determina situazioni di degrado civile ed ambientale e che determinerà, come conseguenza ovvia, l’insufficienza dei finanziamenti stanziati dovuti all’impossibilità di completare le opere di urbanizzazione primaria, oltre che  il rischio che, il perdurare di questa immobilità, potrà comportare il fallimento di imprese e cooperative. Eppure – conclude la Consigliera -  semplicemente potrebbero erogare in tranche il finanziamento con cadenze certe e quindi far riprendere i lavori, chiudere i cantieri e restituire decoro e dignità a circa 400 famiglie”.

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