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Campania: a lezione da Marotta, per una cultura contagiosa!

Inserito da on 19 aprile 2015 – 09:01No Comment

Giuseppe Lembo

L’entusiasmo di Gerardo Marotta ha contagiato per 40 anni ed oltre la Campania e soprattutto i territori minori dove sono nate tante Scuole estive dell’Istituto dove si faceva, tra l’altro, conoscere la storia della rivoluzione del 1799, rivitalizzandola tra i tanti giovani entusiasti ed emozionati per essere protagonisti di esperienze umanamente nuove, oggi contenute in una ricca produzione di saggi, cataloghi e volumi, un importante patrimonio librario che storicizza l’attività quarantennale dell’Istituto che ha avuto al suo interno personaggi importanti, quali Vittorio Hösle consulente filosofico di Papa Francesco; Pugliese Carratelli, autore tra l’altro del volume “Parola del passato”, edito da Macchiaroli. Oltre a questi, tanti altri importanti pensatori italiani e stranieri del nostro tempo, sono stati attivamente protagonisti dell’Istituto di cui si sta per celebrare il quarantennale, nato in un clima di speranza e di fiducia illuministica nel progresso, così come afferma il Segretario generale dell’Istituto nel suo discorso celebrativo che ci ricorda come, purtroppo, la storica arretratezza civile ed economica delle regioni meridionali, in tutta la sua drammaticità si ripresenta ancora oggi in dimensioni disarmanti, per il degrado diffuso, la criminalità, il parassitismo, l’indifferenza per il patrimonio delle intelligenze giovanili. È questa, viene detto, una tragica condizione che non è solo di Napoli e del Sud; va, purtroppo, ben oltre; tutto il Paese e con l’Italia l’Europa ed il mondo, sono sempre più affetti da un profondo malessere sia individuale che collettivo che, oltre alla crisi economica, affonda le sue radici in gravi, non risolti e non facilmente risolvibili, problemi culturali e morali. Napoli, la Campania, il Sud, l’Italia ed il mondo intero, non troveranno mai soluzioni possibili ai loro gravi problemi umani se non si approprieranno di una forte e rinnovata consapevolezza culturale. Da ciò  l’importanza del libro; per questo bisogna saper amare la ricca biblioteca dei 400 mila volumi, un bene librario che l’Istituto ha messo insieme in 40 anni di impegno culturale; tanto, al fine di far crescere l’uomo, liberandolo dalla grave schiavitù dell’ignoranza, un brutto orco assassino che fa tanto, tanto, tanto male all’UOMO del mondo, riducendolo sempre più spesso, in un uomo-disumano dalle caratteristiche di uomo-bestia. La gioia per gli 88 anni di Gerardo Marotta e per il quarantennale dell’Istituto una gioia veramente grande. Per circa un ventennio ho diretto una delle tante Scuole estive decentrate; aveva sede nella prestigiosa Torre Medievale di Ortodonico, dove per tanti anni si è parlato un linguaggio culturale molto alto, con protagonisti importanti uomini di cultura italiani e stranieri; ad Ortodonico, sempre nella Torre Medievale, sono state allestite tutte le numerose mostre dell’Istituto, con percorsi di immagini e di testimonianze ben finalizzate alla crescita delle coscienze del Mezzogiorno; una per tutte “La rivoluzione partenopea del 1799” che oggi a Napoli sarà affidata alla memoria del futuro attraverso l’istituzione di un Museo. Gerardo Marotta è l’intelligente protagonista di tutto questo immenso patrimonio materiale ed immateriale che ha saputo costruire nel lungo ed instancabile corso della sua vita di impegno per gli altri; una vita “eccellente” che merita il grande amorevole rispetto non solo di tutti noi che lo abbiamo conosciuto ed abbiamo collaborato alla diffusione del suo fare cultura per gli altri, ma anche di tutti gli italiani dal Nord al Sud che da questa lezione di vita di un “grande” dell’Italia del nostro tempo (purtroppo sempre più orfana dei grandi del pensiero attenti alla cultura come patrimonio da portare in dono agli altri), hanno tanto, ma veramente tanto da apprendere. Gerardo Marotta ha amato, sacrificandosi, tutte le tante sue nobili creature, messe insieme come atto di amore per gli altri. Ha amato e non poco, le Scuole estive, le sue istituzioni più care che seguiva direttamente visitandole tutte ed a tutte, rivolgendo la sua amorevole attenzione ed il suo impegno, da padre saggio, premuroso ed attento. Ricordo con commozione la sua inaspettata, ma tanto gradita venuta ad Ortodonico in una sera d’estate, dove con illustri ospiti della cultura si stava completando il percorso seminariale della Scuola estiva. All’improvviso, intorno alla mezzanotte, fa la sua apparizione Gerardo Marotta, venuto ad omaggiare l’intelligente lavoro della Scuola.

Gerardo Marotta è stato per tutti, per tutti noi, un maestro; una guida illuminata che ha lasciato il segno ovunque in Campania.

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