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Sant’Arsenio: Codacons, ennesima barbara uccisione di cani

Inserito da on 31 marzo 2015 – 03:29No Comment

L’uccisione di animali è un reato previsto dall’art. 544-bis del Codice Penale. Secondo episodio a Sant’Arsenio, ridente paese del Vallo di Diano, di avvelenamento di cani: la stampa locale prontamente riporta quanto accaduto. Nel luglio 2013 sette cani randagi furono avvelenati proprio a Sant’Arsenio. La nostra associazione comunicò alle Autorità competenti di accertare i fatti raccontati nella cronaca giornalistica e di accertare le ragioni dei ritardi nella costruzione del canile comprensoriale in località Marroni a Sala Consilina. Da anni, infatti, la struttura comprensoriale giace in una situazione di limbo, mentre si sta rischiando di causare rischi ai cittadini e danni alle povere bestiole. Nel nostro intervento abbiamo evidenziato che, come risulta da notizie di stampa, nonostante il considerevole investimento di danaro pubblico nel canile comprensoriale da parte della Comunità Montana (“la spesa totale sostenuta per entrambi gli appalti ammonta a € 520.453,27) non è stato ancora risolto l’annoso problema del randagismo nel Vallo di Diano. Intanto, la prima pietra di questa cifra è stata posta in piena campagna elettorale nel 2009. Oggi sembra che il Comune di Sant’Arsenio abbia difficoltà nel pagamento della custodia dei cani randagi presso il vicino canile di Polla. Nel 2013 facevamo anche presente che in un’ordinanza del Ministero della Salute del 12 febbraio 2012, recante norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati, all’art. 4 (commi 3 e 4) si legge:

3. E’ attivato presso le Prefetture, un tavolo di coordinamento per la gestione degli interventi da effettuare, e per il monitoraggio del fenomeno, al fine di garantire una uniforme applicazione delle attività.

4. Il tavolo di cui al comma 3, coordinato dal Prefetto o da un suo rappresentante, è composto da un rappresentante della provincia, dai sindaci delle aree interessate e dai rappresentanti dei Servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, del Corpo forestale dello Stato, degli Istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio, delle Guardie zoofile, delle Forze di polizia locali e un veterinario libero professionista nominato dall’Ordine provinciale dei medici veterinari. Avendo dovuto testimoniare – con un nostro esposto del luglio 2013 –  episodi di avvelenamento di cani e dovendo oggi ancora assistere a questa barbarie, ci interroghiamo mestamente sulla nostra richiesta di chiarezza sulla questione “canile comprensoriale” e ci chiediamo se sia stato istituito il tavolo tecnico presso la lontana Prefettura di Salerno, così come previsto dall’ordinanza riportata sopra.

 

Il responsabile della sede

prof. Roberto  De Luca

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