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Salerno: esposizione copia Sindone al Museo Diocesano

Inserito da on 31 marzo 2015 – 06:03No Comment

Rita Occidente Lupo

Il sacro lino, che avrebbe avvolto il corpo di Cristo, deposto dalla croce, ancora oggetto di studio e di riflessione. L’originale, a Torino, vedrà quest’anno tantissimi curiosi e pellegrini, per soffermarsi e riflettere su quel lenzuolo che ancora gli studiosi, dopo capillari indagini, anche al radiocarbonio, non desistono dal meticolosamente studiare. A Salerno, presso il Museo Diocesano San Matteo, diretto da don Luigi Aversa, una preziosa copia, un tempo delle claustrali di San Michele, in esposizione dal 24 marzo al 24 maggio. Un’occasione, per chi non vorrà o potrà recarsi nella città della Mole, per meditare ed avere uno sguardo attento su quello che permane un mistero della nostra fede: la resurrezione del Cristo. L’antica copia del 1665, è corredata da una mostra fotografica curata da Emanuela Marinelli e  dall’Associazione “Amici Romani della Sindone”. Il giorno dell’inaugurazione, in apertura, un convegno di studi a tema, a partire dalle recenti ricerche del gruppo Enea di Frascati. Accanto alla presenza di Mons. Luigi Moretti, Arcivescovo metropolita, il dott. Paolo di Lazzaro, fisico dirigente Enea e don Domenico Repice, teologo fondatore dell’Associazione “Amici Romani della Sindone”. “In occasione della Santa Pasqua- ha dichiarato don Aversa- l’Arcivescovo ha voluto particolarmente tale evento, in quanto il mistero di morte e resurrezione del Cristo, compendiato proprio con la ricorrenza. Anche se al termine dei due mesi, ritornerà ben ripiegata nel suo scrigno di fattura sabauda la Sindone, in questo periodo fruibile ai visitatori tutti i giorni, tranne il mercoledì. Anche se si tratta di una copia dipinta, tranne qualche imprecisione, costituisce un documento prezioso, che dal ’900 donata al Museo Diocesano. L’invito in questo periodo festivo a fare una visita in largo Plebiscito non solo alla Cappella Santa Caterina, dove custodita l’icona, ma anche alla restante parte dell’edificio, che dalla sala degli avori, riporta ad una storicità invidiabile per la nostra città!”

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