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Salerno: Ance, Mercato Immobiliare, manca ancora credito alle imprese

Inserito da on 28 marzo 2015 – 05:42No Comment

I segnali di ripresa emersi dall’analisi del mercato immobiliare residenziale (elaborata la scorsa settimana) ricevono ulteriore conferma dal monitoraggio che il Centro Studi Ance Salerno ha effettuato sulle compravendite non residenziali in Campania e nelle cinque province della regione sulla base dei dati OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare – Agenzia delle Entrate) diffusi il 5 marzo scorso. In particolare va segnalato che in Campania le transazioni effettuate nel settore terziario sono aumentate nel periodo 2014/2013 dell’8,6%. Le transazioni riferite al settore commerciale sono cresciute del 7,2% e le transazioni nel settore produttivo evidenziano un +11,4%. Naturalmente, scendendo nel dettaglio dei singoli territori, emergono differenze anche significative, ma, nel complesso, si può affermare – sostengono gli analisti del Centro Studi Ance Salerno – che siamo di fronte ad una dinamica per la prima volta strutturalmente positiva dopo numerosi cicli in campo negativo.

Il settore terziario

L’inversione di tendenza nel caso di uffici e di istituti di credito è apparsa ben chiara nel IV trimestre 2014: rispetto al III trimestre la variazione è stata del +51,4% a livello regionale. Nel dettaglio delle province il quadro pone in risalto solo il dato negativo di Salerno (-6,6%), a fronte di tutte le altre percentuali per provincia con il segno più: Avellino, +0,7%; Benevento, +225% (ma in termini assoluti si è passati da 1 a 3 transazioni normalizzate); Caserta, +79,1%; Napoli, +68%. Se si tiene conto soltanto del dato degli uffici transati, nel periodo 2014/2013 l’incremento è stato dell’8,4%, nonostante Benevento (-37,1%) e Salerno (-11,3%) abbiano consolidato una tendenza che nell’intero 2014 già si era palesata in termini recessivi. Va detto – sottolineano dal Centro Studi Ance Salerno – che la media complessiva (uffici + istituti di credito della Campania) – +8,6% – è superiore di circa 12 punti percentuali alla media Italia (-4,6%).

Il settore commerciale

Le transazioni riferite a negozi, centri commerciali ed alberghi in Campania nel 2014 hanno registrato un incremento del 7,2% rispetto al 2013. Una media percentuale più alta di circa due punti rispetto alla media Italia. I dati delle singole province, però, sono abbastanza diversificati. Per esempio tre province – Avellino, -19,6%; Benevento, -29,2%; Salerno, -3,2% – hanno chiuso il 2014 con una flessione per quanto riguarda negozi e centri commerciali, mentre Napoli (+13,1%) e Caserta (+33,8%) hanno evidenziato il segno più. Significative le percentuali in campo positivo in provincia di Napoli (+32,5%, 7 transazioni) e Salerno (+571,3%, 7 transazioni) riferite alle strutture alberghiere.

Il settore produttivo (Capannoni ed industrie)

Anche in questo specifico ambito di riferimento il 2014 in Campania si è chiuso con un risultato (+11,4%) nettamente superiore alla media Italia (+3,6%). Ma permane la differenziazione a livello dei vari territori provinciali. Mentre Avellino (-21,3%) e Benevento (-17,2%) hanno accusato una flessione, Caserta (+21,3%); Napoli (+17,9%); e Salerno (+23,9%) hanno espresso un trend molto significativo in campo positivo. In termini assoluti Caserta (98 transazioni), Napoli (126) e Salerno (70) hanno contribuito in maniera determinante al risultato finale: 351 NTN. Si tratta di un dato che risente in maniera notevole (tranne nel caso di Napoli) della dinamica con il segno più affiorata ne lV trimestre 2014. Basti pensare che Salerno ha fatto segnare un +84% e Caserta si è attestata ad un +96,6%.

La provincia di Salerno

Nel caso della provincia di Salerno può essere utile mettere in fila i dati a consuntivo del 2014 riferiti alle compravendite nel settore non residenziale. Gli uffici (-11,3%) e i negozi e i centri commerciali (-3,2%) costituiscono la cartina di tornasole di una economia del terziario, intesa nel suo complesso, in difficoltà. Mentre le 70 NTN (+23,9%) nell’ambito delle compravendite di capannoni ed industrie ribadiscono che soprattutto nel IV trimestre 2014 (+84%) è apparso un embrione di ripresa (almeno dal punto di vista del consolidamento della fiducia) nel comparto primario.

Il quadro nazionale

Nel contesto nazionale il settore terziario nel IV trimestre 2014 è tornato in campo positivo, anche se con una crescita moderata (+0,3%), ma dopo dodici trimestri di perdite. Negli ultimi mesi del 2014 al Sud gli scambi di uffici sono stati in forte recupero rispetto al pari periodo del 2013, al punto che su base annua il 2014 si è chiuso in positivo solo al Sud (+4%), superando per la prima volta dal 2004 quelli realizzati nella macroarea del Centro. Sempre in ambito nazionale nel settore commerciale negli ultimi tre mesi del 2014 le compravendite hanno avuto un rialzo del 14,1% rispetto al pari periodo del 2013. Le compravendite sono cresciute in tutte le aree territoriali, ma maggiormente al Nord (+15,6%) seguito dal Centro (+14,6%) e dal Sud (+11,2%). Su base annua il 2014 si è chiuso in rialzo in tutte le macroaree e con una media nazionale del +5,7% rispetto al 2013. Nel segmento dei capannoni e delle industrie gli ultimi tre mesi del 2013 si sono rivelati in campo positivo con il +3,1%. Ma il trend con il segno più ha riguardato solo la macroarea del Nord (+9,1%). In calo il Centro (-15%) ed il Sud (-2,4%). Complessivamente su base annua il 2014 si è concluso con un +3,6% rispetto al 2013. “I dati che emergono dall’analisi dei flussi delle compravendite non residenziali – dichiara il Presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi – lasciano emergere un quadro complessivamente positivo originato dal trend degli ultimi tre mesi del 2014 che ha segnato il consolidamento di quella che può definirsi una timida ripartenza. Per quanto riguarda specificamente la provincia di Salerno, è del tutto chiara la crisi del terziario e del commercio che trasmigra anche nelle transazioni relative ad uffici, negozi e centri commerciali. Le percentuali in campo negativo sono il segnale di una situazione che stenta a trovare una via d’uscita e che meriterebbe maggiore attenzione nelle politiche di sostegno al credito delle aziende impegnate in questi segmenti produttivi”. “D’altro canto – continua Lombardi –non è solo nel terziario e nel commercio che permane una condizione di grave impasse delle imprese che non avvertono alcun cambiamento di clima nelle relazioni con il circuito del credito”. “Questo scenario – conclude Lombardi – si ripercuote, ancora una volta in maniera negativa, sul settore edile, che non riesce, nonostante gli sforzi, a captare i segnali di ripartenza che pure si susseguono soprattutto dal punto di vista degli indici di fiducia manifestati dalle famiglie ed anche da un crescente numero di imprenditori”.

 

 

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