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Fisciano: XXVI ediz. concorso nazionale “L’ecologia: ambiente e natura”

Inserito da on 21 marzo 2015 – 05:22No Comment

Michele Sessa

“Perché la Cultura possa dare una mano alla Natura”, vilipesa ed offesa, continuando la sua annosa battaglia, L’Areopago Letterario, la Rivista bimestrale di Scienze Sociali, di Lettere ed Arti, ha indetto la XXVI Edizione del Concorso Nazionale “ L’Ecologia: Ambiente e Natura” di Poesia e di Pittura “ Clelia Sessa”, con tema ecologico. La scadenza per la partecipazione è fissata per il 30 aprile c.a. La solenne cerimonia di premiazione dei Vincitori, con i Patrocini morali del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Regione Campania, dell’Ordine dei Geologi, dell’Università degli Studi di Salerno, di Enti, nonché della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, si svolgerà nell’Aula consiliare del Comune Città di Fisciano ( Salerno), sabato 6 giugno c. a. alle ore 17,30. Tre i Premi speciali: al Comune di Torraca, prima città a “ LED”; all’Oratorio di Gaiano; al Tenore Bruno Venturini per i suoi primi 40 anni della gloriosa carriera artistica. Tre i Premi per ogni Sezione: al 1° classificato: Euro 500,00 e Pergamena: al 2°: Euro 300,00 e Pergamena; al 3°: Euro 200 e Pergamena.  Eventuali premi in targhe e Coppe. Per i giovani fino a 16 anni  una Sezione di Poesia e di Pittura “ Diego Fiume” con Coppe e Targhe ai Vincitori. Con la partecipazione canora di Giovanna Petretta, del mezzosoprano Michela Rago e dello stesso tenore Bruno Venturini.

In questi ultimi trenta anni sono rimasto ammaliato dalla passione per l’Ambiente e per la Natura e quando ho avuto la proposta della responsabilità del Bollettino Periodico dell’Ordine dei Geologi della Campania, sono stato oltremodo felice. Al Geologo, allo studioso cioè della geologia, al naturalista, allo stratigrafico, allo studioso dell’orittognosia e della geognosia, agli studiosi dei fenomeni orogenetici, agli studiosi della struttura della crosta terrestre, con i quali si moltiplicheranno gli incontri già con il nostro Periodico, vorrei inculcare anche il mio amore smisurato per l’Ambiente e per la Natura. Per vero già essi tutti ne sono ricchi, lo so. Pur tuttavia mi piacerebbe additare loro quest’uomo, signore del creato, dominatore assoluto, dispotico, che va combattuto per evitare che continui a devastare nel “suo territorio”. TERRITORIO è una metafora, è la terra che fa da letto a chi, abitandola, vi consuma sonno e vita; è il letto della terra, la sua abitabilità. Territorio è quindi la terra che appartiene a tutti, che implica, pertanto, la responsabilità economica e politica del devastante degrado di cui purtroppo si soffre. A contrastarlo siano proprio la professionalità e il senso civico del geologo! La forza per la difesa del territorio è proprio in voi, miei cari geologi. Le regole della Natura, nella sua sapienza, restano immutabili, universali proprio come principi matematici immuni al passaggio del tempo. La Natura è un universo nel suo ordine perfetto, tutto si svolge con esattezza se ci sono le “sentinelle” a sbarrare il passo all’uomo che intende commettere abusi. Le sentinelle vere siete voi, cari geologi. Fermiamo il flagello devastante scatenato dall’azione sconsiderata dell’uomo, illuso di poter dominare l’esistenza abusando della Scienza con la costruzione lampante vicino agli alvei dei fiumi. Rompiamo con una certa tradizione dal momento che alluvioni, tempeste, tornado, desertificazioni sono sotto gli occhi di tutti. La Natura può tutto, come la terra: nutre e protegge, fiorisce ma anche distrugge. Voi siete i nostri protettori, cari geologi-paracliti. Preziosa è la salute, a che vale il danaro e la proprietà senza la salute? La Natura vive di equilibri e di squilibri muore. Agli amministratori “ imponete” la prevenzione per conservare un habitat integro. Giovanni Verga in altri tempi poteva scrivere e gridare “ all’uomo non rimane che la rassegnazione al suo destino” Voi, no, non potete rassegnarvi; altro compito è il vostro. Rassegnatevi solo per vivere e far vivere meglio! I geologi, del resto, conoscono molto bene la fragilità e le insidie dei nostri territori. L’abusivismo edilizio è spaventoso. 485.000 le frane censite, 5581 comuni del totale, con aree a rischio idrogeologico molto elevato, aree con criticità idrogeologica pari al 9,8% del territorio nazionale, con il 6,8% che coinvolgono direttamente zone con beni esposti. Un quadro devastante. La prevenzione non sia più una eccezione !Contribuiamo a far condannare gli amministratori troppo miopi. Le leggi ci sono! Non sperperiamo il grande dono di Dio. Saremo tutti custodi  del creato per apprezzarne e goderne i beni in nostro possesso. Meritevoli di tanta bontà. L’uomo, allora, sia il re dell’Ambiente, perché tutto è stato creato per lui. Vigiliamo. Ogni bene ci appartiene. Preserviamolo. Ognuno e tutti insieme responsabili del tutto e del nostro futuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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