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Monte San Giacomo: Codacons, uccisione cavallo grave atto

Inserito da on 28 febbraio 2015 – 01:54No Comment

In questa triste vicenda ci sono vari aspetti da considerare. Da una parte c’è il duro lavoro degli agricoltori e di quanti caparbiamente si ostinano a strappare alla terra i frutti che questa offre in cambio di tanti sacrifici e sudore; dall’altra parte ci sono proprietari non solo di cavalli ma anche di bovini e ovini che, attraverso la “politica dell’indifferenza”, lasciano che questi sacrifici vengano calpestati. E così già da diversi anni le produzioni agricole subiscono ingenti danni. E poi c’è un cavallo, indifeso nella sua indole, incustodito dal suo proprietario, ignorato dalle istituzioni. Un luogo dove ognuno fa ciò che vuole non è un luogo ideale. E così sembra che gli agricoltori non abbiano più il diritto di poter coltivare i propri terreni. Questo non “dall’oggi al domani” ma da anni. Infatti, alcuni anni fa alcuni cittadini di Monte San Giacomo si sono adoperati come volontari del nucleo comunale di Protezione Civile per la rimozione dei fili spinati dai terreni comunali. Tale operazione, connessa al fenomeno del pascolo abusivo, è stata iniziata e mai portata a termine. Pur tuttavia, bisogna esprimere piena solidarietà alle forze dell’ordine, Carabinieri e Corpo Forestale, che con pochi uomini, pochi mezzi e grandi sacrifici fanno il possibile per far rispettare la legalità. In queste condizioni critiche tutti i sacrifici, anche quelli di coloro i quali si impegnano per lo sviluppo di una agricoltura locale sana, vengono vanificati. L’associazione Codacons, il Comitato Cittadino Spontaneo Monte San Giacomo Libero e lo scrivente in prima persona, per esempio, stanno seguendo l’iter per l’inserimento di alcune eccellenze dell’agricoltura di Monte San Giacomo nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali. Così ci si chiede che senso abbia tutto ciò se è a rischio, per quanto detto, la produzione agricola locale.  Nonostante tutto ciò, il sindaco del Comune trova il tempo di definire alcuni suoi concittadini “rivoluzionari in pantofole”. Non è la prima volta che il sindaco si rivolge ai propri concittadini con toni simili. Eppure, alcuni di questi “rivoluzionari” utilizzano i social network per denunciare atti di inciviltà e meriterebbero una diversa considerazione dalle istituzioni.  Cosicché, proprio in relazione a questa vicenda, ci si dovrebbe fare tutti un esame di coscienza, chiedendosi: - tutto questo poteva essere evitato?questa situazione e questa esasperazione può continuare ad essere sostenuta?- è questo il prezzo che si deve pagare?

Dott. Salvatore Gasparro

Responsabile Settore Agricoltura

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