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Mercato San Severino: “Caro Gino…” ricorda Gino Noia

Inserito da on 10 dicembre 2014 – 05:38No Comment

 Anna Maria Noia

Sobria ma consistente e importante occasione, quella dello scorso 9 dicembre (2014), a palazzo di Città. Finalmente – dopo ben tre anni di “silenzio”, di attesa (per tutti gli amici ed estimatori), di apparente “dimenticanza” (dalle istituzioni?) – è stato tributato un ricordo alla scontrosa, burbera ma umile e disponibile figura dell’intellettuale della Valle Irno Luigi “Gino” Noia. Il tutto in un’aula consiliare gremitissima, veramente molto affollata! Densa, piena zeppa di parenti, conoscenti, amici “fraterni” che nel clima commosso ma anche composto della soirée si sono riuniti allo scopo di assistere (o meglio partecipare, coinvolti fino all’estremo) alla presentazione dell’opera collettanea “Caro Gino… In memoria di Luigi Noia (1937-2011)”, fortemente voluta e propugnata dallo storico Massimo Del Regno, docente di materie letterarie che ben ha conosciuto l’operato di Gino Noia. Diretto, franco, parco e mai politicamente etichettabile – sebbene non facesse mistero della propensione per l’area democratica della Dc, del Ppi, del Centrosinistra attuale – il Noia era un cristiano autentico, verace; questo è stato ampiamente dimostrato, testimoniato da più di sessanta persone che hanno rilasciato al curatore Del Regno pensieri spontanei d’affetto e contributi ricchi di stima per la causa della pubblicazione e presentazione – appunto avvenuta il 9 dicembre – del tanto sudato elaborato. Un lavoro permeato dalla sua solida persona, affascinante e carismatica: a rendere il (giusto e doveroso) omaggio al Noia tantissimi ammiratori e amici, in una serata che dir magica è poco! Gino Noia ha vissuto le settantaquattro “primavere” della propria esistenza percorrendo lo scomodo e difficile, arduo sentiero della Cultura – quella con la maiuscola! Una vera e propria “mission” – è stato messo in risalto dagli onorevoli relatori e dal pubblico in sala – cominciata nei lontani anni ’40-’50-’60 per finire agli anni ’80 e ’90 con l’Unla – Unione nazionale lotta all’analfabetismo – proseguita e confluita poi nella totalizzante esperienza del Centro Servizi Culturali (Csc) e infine nei prestigiosi incarichi quale responsabile della biblioteca provinciale di Salerno e, al termine della brillante carriera, al Genio Civile sempre a Salerno. Tutta la vita del Nostro è stata costellata da successi – proprio in campo culturale e nell’organizzazione di eventi e iniziative pregnanti e a tutto tondo, a 360 gradi – ma anche da umiliazioni e mortificazioni, penuria d’affetto e pochissimi insuccessi. Però la sua fede è stata come un faro che brillava e rifulgeva bagliori. Accanto a una forte e temprata donna, coraggiosa e battagliera, come Elvira Scarpa – sua vedova – poi Gino ha attraversato ben quarantasette anni – tra fidanzamento e matrimonio – di alterne vicende e condivisioni ma almeno coadiuvato da uno spirito intraprendente – quello appunto della fedele moglie, amatissima! Ma torniamo a noi, ovvero: riandiamo con la memoria dello spirito alla “fatidica” serata “trionfale” della tanto agognata presentazione! Le discussioni degli illustri convenuti/relatori hanno tratteggiato, ma in modo e maniera pieni, il profilo autorevole ed eclettico, poliedrico, versatile di Noia – dal punto di vista dello studioso e/o antropologo culturale e dal lato umano. Un carattere bizzarro e universalistico: a mo’ di maieutica socratica, come è stato giustamente anche affermato dal prof e ispettore scolastico Umberto Landi, tra gli invitati nonché in qualità di attento e acuto relatore. Gli altri personaggi, le personalità di gran calibro che hanno parlato di Gino Noia erano – oltre al moderatore, il giornalista Eugenio Zambrano che sebbene sia un cronista di lungo corso e “consumato” non ha esitato a commuoversi dinanzi l’icona dell’amico Gino, conosciuto da lunga data – i seguenti: lo storico Pasquale Natella, che ha dissertato sulla dimensione di Noia come storico; il già preside del liceo scientifico di Roccapiemonte Basilio Fimiani, commosso fino alle lacrime nel suo lirico intervento; l’autore del saggio “Caro Gino”, proprio “mister” Massimo Del Regno.  Per i saluti istituzionali c’era l’assessore alle Politiche Culturali Assunta Alfano. Inoltre tra il foltissimo pubblico, anche l’onorevole Alfonso Andria e tanta, tanta gente “qualificata” e “di cultura” – assieme ai “semplici”, alle persone umili e modeste, che il Noia apprezzava addirittura maggiormente dei “soloni” conformisti pieni di superbia – hanno plaudito allo sforzo attuato da Del Regno nel ricordare il “caro Gino” del titolo. Presente anche l’artista Pietro Lista, che con Noia ebbe un rapporto incentrato e improntato al massimo rispetto, per quanto goliardico. È stato proprio quest’ultimo a realizzare il disegno a carboncino poi riprodotto in copertina. Il libro – trecento pagine – è diviso in due parti essenziali e un’appendice. Tra le pagine, intense, sentite, traspaiono e saltano brillanti agli occhi circa sessanta contributi e testimonianze, pensieri inerenti la figura statutaria e di alto livello morale del Noia. È a loro, più che alla famiglia dello scomparso intellettuale e maitre a penser, che tale pubblicazione deve essere dedicata! Infine, qualche altra, ulteriore parola sulle disquisizioni da parte degli intervenuti: lucido e razionale, “corretto” nella linearità dell’esposizione il Landi, emozionato tuttavia pungente e opportuno il moderatore Zambrano; conciso invece Pasquale Natella, che ha parlato di Luigi Noia in termini relativi alla passione di cultore storico autodidatta e al rigore del Noia nel soppesare documentazioni e carte varie. Letteralmente ansante e trepido il discorso del professore Fimiani, secondo dettami colti e a tratti aulici tuttavia autentici. Infine Massimo Del Regno, nonostante la (meritata) “nomea” di gran chiacchierone ed affabulatore è stato – mirabile a dirsi – nei tempi, parlando con competenza ma anche con autorevolezza e non dilungandosi molto, come invece è suo costume. Insomma, una gran bella manifestazione condita da moti del cuore e dell’anima, oltre che della mente e del pur “mero” (da solo!) intelletto!

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