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Mercato San Severino: inaugurato orto didattico

Inserito da on 21 ottobre 2014 – 05:022 Comments

 Anna Maria Noia

È stato inaugurato martedì scorso, 21 ottobre, l’orto didattico di via Emilio Coppola,  un esperimento voluto da alcune associazioni locali in collaborazione con le scuole del territorio. A coordinare il progetto, il sodalizio “Natura e cultura”, retto dal docente Giovanni Sessa; il tutto col patrocinio dell’amministrazione comunale e in collaborazione con la pro loco di Laila Giancotti e con “Amici della terra”, presieduta da Tonino Napoli. All’evento, giunto alla seconda edizione, hanno preso parte le scolaresche del primo e secondo circolo didattico, della scuola media “S. Tommaso” nonché esponenti del liceo scientifico “Virgilio”. Nel 2013 parteciparono invece solo le scuole elementari, questa volta si è inteso “alzare il tiro”, il target – per dirla con un termine economico. Gli studenti hanno seguito con interesse ed attenzione, in silenzio, le lezioni all’aria aperta, precedute da rituali indirizzi di saluto, e infine hanno piantato cinque esemplari di cavoli dolci: la verdura tipica del Sanseverinese. Dunque a kilometro zero. A filiera corta. Nel corso della manifestazione si è fatto il punto sulla cosiddetta “agricoltura sinergica”, sull’orto “sinergico”, e ciò grazie alla presenza di esperti del settore, come Giacinto Chirichella – visual designer appassionato di ecologia – con l’associazione Movimento per la Decrescita Felice di Salerno. Tra gli altri, hanno speso ed espresso importanti parole sull’opportunità di un ritorno alle coltivazioni tradizionali – quelle dei nostri avi, per intenderci – anche Angelo Sellitto, che ha illustrato i processi di trasformazione e conservazione degli alimenti e dei prodotti ortofrutticoli, e il vivaista Luigi Gambardella. Presenti le docenti Zambrano e Rignanese ed i dirigenti scolastici Angelo Gentile e Luigia Trivisone. Una mattinata densa e proficua: questo si è rivelata la manifestazione “botanica” dell’orto didattico, pensato appositamente per i giovani e giovanissimi. Le nuove generazioni “cittadine” spesso rivelano una forte misconoscenza, una grande ignoranza su ciò che concerne le piante e la flora sia delle nostre zone – in particolare – ma anche a livello nazionale; proprio per questo si è pensato di tradurre nella pratica le pur poche e basilari reminiscenze a livello botanico ed ecologico acquisite con (poca) esperienza dai più giovani. L’orto didattico si trova nei pressi di palazzo di Città, seguendo il tratto che conduce al castello. Si estende per circa 30 metri quadri. Qui gli studenti e i propri insegnanti imparano a seguire il ciclo di vita di ortaggi presenti in zona; i ragazzi si avvicineranno all’agricoltura a partire dalla semina, per poi piantumare, coltivare, raccogliere e infine assaggiare i prodotti che giungeranno sulle loro tavole e nelle mense scolastiche. “Questo è solo un primo passo verso l’educazione alla natura – dichiarano Giovanni Sessa e Tonino Napoli – sono in cantiere altre prossime iniziative, come escursioni in ville dove si producono alimenti biologici e visite al castello. È un inizio di attività che vogliamo vivere nell’intera Valle Irno, coinvolgendo il liceo scientifico di S. Severino ma anche l’istituto alberghiero di Montoro.” Un progetto ambizioso, pertanto. Che ha visto, in questo incontro “propedeutico”, la presenza di circa sessanta alunni. Intervistato prima dell’incontro, Tonino Napoli ci ha detto che “Anche le nuove generazioni devono avvicinarsi alla natura e conoscere la terra. Evitando abusi e soprusi.” Concetto ripreso nel corso degli interventi dagli altri “relatori” d’eccezione, in particolare da Chirichella.

Che ha dapprima tenuto un discorso introduttivo sull’utilità delle tecnologie più avanzate, quale Internet e i social network – da bravo nativo digitale – e poi si è introdotto nelle spiegazioni sulla “agricoltura sinergica”, di cui si occupa. Un modo di coltivare che cura meglio la forza della terra e l’avvicendarsi delle stagioni su di essa; un modo per fare a meno di sostanze chimiche che si aggiungono ai metodi naturali per incrementare la produttività del terreno. Un connubio improbabile, quello tra il computer e la botanica, forse improponibile; tuttavia anche attraverso Internet tutti possiamo dare una mano alla natura. L’orto di via Coppola è stato più volte definito, sia da Sessa che dalla Trivisone – altresì dagli altri “ospiti” – come una “aula senza pareti”, per una lezione del tutto simile a quelle tenute in classe, non quindi una “perdita di tempo”. Lo ha tenuto a sottolineare il preside Trivisone. Si è discusso poi della presenza di orti didattici in vari Paesi, ad esempio la Spagna, per dimostrare che il progetto è valido e importante; lo stesso progetto si articola in più step: la coltivazione, la conoscenza delle essenze naturali, le visite guidate sul territorio e ad enti che promuovono l’agricoltura biologica. Non è stato esclusa dal discorso la presunta “pericolosità” derivante dall’assunzione di organismi geneticamente modificati (ogm), beni e prodotti realizzati sinteticamente grazie alle nuove scoperte scientifiche, che dovrebbero invece collaborare con la produzione e il raccolto di alimenti e quant’altro. Perciò il progetto – “encomiabile”, secondo il preside Gentile – ha raggiunto quest’anno anche gli studenti del liceo scientifico con indirizzo in Scienze Applicate, proprio allo scopo di acquisire specifiche competenze scolastiche. Da integrare con la quotidianità, sicuramente. La quotidianità di un mondo “non armonico – così si è detto – ma bello per le recenti innovazioni tecnologiche, da utilizzare tuttavia per fare anche esperienze naturali.” L’orto “sinergico” –infine – è trasversale rispetto ad argomenti apparentemente “lontani” da questa branca del sapere, quali ad esempio la tutela dell’acqua del rubinetto piuttosto che l’uso di acqua in bottiglie di plastica; l’approccio agli “antichi saperi”; la dieta mediterranea; il giungere al capire e al realizzare al meglio la qualità dei prodotti come una volta; il preparare il pane con il lievito madre. Soprattutto, per parlare di agricoltura “sinergica” – in sinergia cioè tra essere umano e natura – è fondamentale usare bene il fattore “tempo”, nella ciclicità e nella fertilità di nostra madre Terra. A conclusione di tale momento, l’impegno a dare una priorità più alta al cibo, fonte di vita ma anche veicolo di interessi commerciali e di logiche di mercato, e una più bassa ai nuovi ritrovati tecnologici sia pure considerati “indispensabili.”

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