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Salerno: Iannone “64 mesi di duro lavoro provinciale!”

Inserito da on 9 ottobre 2014 – 05:47No Comment

Rita Occidente Lupo

Sala Bottiglieri gremita, a Palazzo Sant’Agostino, per i saluti del presidente della Provincia Antonio Iannone, conclusi tra qualche ruga di commozione. 64 mesi di duro lavoro di Iannone, che da domani rivestirà solo l’incarico di coordinatore regionale di FdI-An: giorni intesi a ripianare debiti fuori bilancio, della pregressa Amministrazione, giungendo non solo all’approvazione del nuovo previsionale, ma anche al riequilibrio di settembre. “Dal Governo centrale, gran caos sulle Province- convinto Iannone- che nel lasciar intatte le funzioni, muta solo gli elettori. Senza delucidare sui fondi da utilizzare per la sopravvivenza. Mi aspetto che i sostenitori di tale decsione, abbiano il buongusto di astenersi dal presentarsi alle urne per tale elezione.” E giù l’elencazione del tanto effettuato: a partire dalla tutela stipendiale ai dipendenti, alla rete viaria, lotto 3 Aversana, uno dei tanti esempi, passando per edilizia scolastica, col trasporto per disabili 700.000€; rivalutazione culturale, con Principe Arechi ed omonimo castello. Accentando la valorizzazione museale sull’intero territorio, ben 13 strutture:  punta di diamante l’Archeologico Provinciale, con la pregiata testa di Apolllo, che ritornerà in America, dopo aver salutato altri consensi europei. Lasciando liquidità di cassa per 58 milioni€, anche il trasporto pubblico particolarmente attenzionato. Ed ancora, l’aeroporto,  landa desolata. Cessati grandi appalti, solo due progetti di spessore, erosione coste e corpi idrici. “Per il ciclo rifiuti – ha concluso- i consorzi, nel quali non abbiam effettuato assunzioni, chiamati a gestire un’emergenza degnamente, non più carrozzoni politici in qaunto provincializzati. A Battipaglia, lo Stir, per la biostabilizzazione dei rifiuti e il termovalorizzatore per me necessario. Da quarta provincia per differenziata e la prima del Sud, urge comunque un commissario straordinario di governo, come per il Parco del Cilento. Abbiam lavorato sodo, specialmente gli ultimi due anni e se errori commessi, umano! Grato della collaborazione dei dipendenti, lascio con un nodo di commozione, perchè un giovane a 37 anni a regger le sorti di un Ente così prestigioso, ha cercato di mettercela tutta per far bene!”

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