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Stupro “reato minore”: Giustizia?

Inserito da on 30 settembre 2014 – 00:00No Comment

di Rita Occidente Lupo

La recente sentenza della Cassazione, in materia di stupro, ha fatto storcere il muso a tanti. Infatti, alla luce di tale emendamento, gli imputati per tale reato, possono ottenere l’attenuante – con relativo sconto di pena – di aver commesso un fatto “di minore gravità” anche nel caso di violenze carnali “complete” ai danni delle donne. L’universo rosa, s’è giustamente rizzelato, sentendosi non tutelato in un danno, a volte permanente anche sulla psiche. Infatti, dinanzi ad un reato che oggettualizza, mutila, ferisce, violenta, umilia, la femminilità, la minore gravità, in caso di completa devastazione carnale, proprio incomprensibile. Di tale avviso la Corte di Appello di Venezia, che ha definito lo stupro completo, giammai di “minore gravità”. Ricordando la magistrale interpretazione della Ciociara di Anna Magnani o l’episodio delle monache slave, stuprate dai Serbi nel conflitto kosovaro, vien da chiedersi che cosa la Cassazione ascrive a fatto “di maggiore gravità”, se stima la violenza ad un esser umano…quasi sottogamba! In tale contesto, lo Stato che tutela le vittime dov’è finito? A chiederselo, non soltanto le vittime spesso di atroci episodi, ma anche quanti tentano di credere ancora nella Giustizia nel Paese!

 

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