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La Scuola secondo Renzi: il dirigente Stio “Vedremo fatti?”

Inserito da on 5 settembre 2014 – 08:01No Comment

Rita Occidente Lupo

Una nuova scuola, che per un anno vedrà la squadra del Governo Renzi, alle prese con la mitragliata riformista che intende calare in campo. E così il sindaco fiorentino, su “Passo dopo Passo” mostra che la democrazia, parte dall’ascolto: due mesi di tempo, per incassare idee ed opinioni generali- 15 settembre-15 novembre 2014. Una ventata che parte dall’assunzione del precariato, sempre al palo dell’immissione in ruolo: 150.000 unità, abolendo supplentite. Scatti promozionali, nell’arco del triennio, premianti non solo i giri anagrafici, ma specialmente impegno e qualità docente. Di qui il concorso a cattedre, prossimo anno, unico trampolino di lancio per l’immissione nei ruoli. Ed ancora tant’altro nel pentolone, che da tempo attendeva non rottamazione, ma salvataggio. La stampella dei fondi europei, soluzione tampone per progetti e mire educative, insieme al riassetto dell’edilizia, dei quadri. Nel mare magnum del pianeta scuola, un universo d’esigenze ed una platea sempre più interetnica da accontentare. Il segno dei tempi che mutano e delle afasìe che spesso registrano in affanno, nel panorama europeista, il nostro sistema scolastico. “Occorrerà attendere i tempi giusti, prima di poter esprimere oculto giudizio su quanto il Governo ha varato- dichiara Renzo Stio, presidente provinciale dell’ANDIS, Associazione Nazionale Dirigenti e da quest’anno a capo dell’Iti “B.Focaccia” di Salerno.-Occorre calare il tutto nella realtà: la scuola da decenni vive ambasce problematiche per penuria di risorse. Pertanto, il solutorio azzeramento dei supplenti, con incarichi a docenti in servizio, davvero vincente, per contrazione costi. Se l’organico funzionale diventasse esecutivo, per immediatezza di tempi, sarebbe il top. Come Andis, da tempi biblici le nostre battaglie a riguardo. Perplessità sul bimestre che il Governo si riserva per consultazioni: mi chiedo su cosa, giacchè linee guida del Patto educativo già delineate. La campagna d’ascolto, forse per incassare ulteriore fiducia su quanto a tappeto. Spulciando tra le righe, balza una maggiore autonomia dirigenziale, il che mi sembra importante, ma nebuloso ancora il netto confine di tale ruolo. Per quanto attiene allo stato giuridico docente, mi chiedo come tutto ciò si tradurrà, per scatti ed anzianità: ovviamente già i sindacati sul piede di guerra. Senz’altro si respira un vento di cambiamento, ma occorre tradurlo in fatti, poichè le sterili promesse hanno fatto la storia dell’istituzione scolastica italiana. Qui all’Istituto “B.Focaccia” da quest’anno, i presupposti per lavorare proficuamente, per la formazione delle nuove generazioni e per guardare, alla luce delle Liee Guida renziane, al mondo occupazionale con maggiore insistenza, tenendo alti gli standard della professionalità.”

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