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Eboli: collocamento pubblico in agricoltura, I° sportello in Italia contro lavoro nero e caporalato

Inserito da on 30 dicembre 2013 – 02:47No Comment

Questa mattina si è svolta l’inaugurazione dello sportello per il collocamento pubblico contro l’illegalità. Sono intervenuti: l’assessore alle Attività Produttive e Turismo Francesco Bello, il responsabile della Coldiretti Salerno Gerardo Dell’Orto, il segretario confederale della Cisl Giuseppe Baldassarre, il segretario generale della Flai – Cgil Giovanna Basile; il segretario generale della UILA – UIL Ciro Marino, il segretario generale e dirigente nazionale della Uil Gerardo Pirone e  il componente della segreteria provinciale della Cgil e responsabile del dipartimento Immigrazione Anselmo Botte. Lo sportello è aperto al pubblico il martedì ed il giovedì dalle ore 9:30  alle 12:30 e dalle 15:30 alle 17:30, presso il palazzo Massajoli, in via Umberto Nobile. L’iniziativa è frutto di un protocollo d’intesa, che – su iniziativa dell’assessorato alle Attività Produttive – è stato firmato dal Comune di Eboli,  Cgil-Cisl-Uil, Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Uil di Salerno, Coldiretti, Cia, Confagricoltura di Salerno e Centro per l’Impiego di Eboli. Lo sportello si occuperà della ricezione delle richieste di impiego presentate dai datori di lavoro del settore agricolo e della ricezione delle richieste di iscrizione da parte dei lavoratori. Allo sportello avranno, dunque, accesso le aziende agricole per comunicare l’avvio dei rapporti di lavoro e i lavoratori per rendersi disponibili all’impiego. A riguardo interviene il Sindaco di Eboli Martino Melchionda:“Eboli, con l’apertura del primo sportello in Italia contro le pratiche illegali nel collocamento in agricoltura, conferma la volontà di affermare con forza  politiche di integrazione e di inclusione sociale. Con tale strumento si potrà sottrarre ai caporali l’illecita gestione del mercato del lavoro, ridando dignità ai braccianti agricoli e ristabilendo l’imprescindibile principio di legalità. Ci confermiamo comunità dell’accoglienza, e questo è tanto più importante in un momento in cui  – lo ricordano tristemente le cronache degli ultimi giorni – anche in Italia ci troviamo a fare i conti con fenomeni di intolleranza e con una gestione non condivisibile delle politiche per l’immigrazione”.Si tratta di una esperienza sperimentale – afferma  l’assessore alle Attività Produttive e al Turismo Francesco Bello –  che richiede, innanzitutto, la collaborazione delle aziende presenti sul nostro territorio, alle quali potrà essere anche riconosciuto un bollino etico, un’idea questa in progress, per la quale stiamo avviando l’opportuno iter di certificazione. Lo sportello che apre stamattina è di tutti, e conferma il nostro impegno per arginare il fenomeno del lavoro nero e irregolare. La Piana del Sele è caratterizzata da produzioni agricole di grande eccellenza e numerosi sono i braccianti impiegati, soprattutto stranieri; in tale contesto, la regolarizzazione dei rapporti di lavoro rappresenta l’unica arma per mettere fine alla piaga del caporalato”.“Non abbiamo esitato – dichiara Gerardo Dell’orto per la Coldiretti – ad offrire la nostra immediata disponibilità. Abbiamo già divulgato l’iniziativa tra le aziende associate che hanno mostrato grande interesse. Credo sia di fondamentale rilievo che il servizio offerto sia snello, in modo tale da non rappresentare un freno, ma un incentivo a regolarizzare i rapporti di lavoro.” “Abbiamo creduto da subito – dichiara il segretario confederale della Cisl Giuseppe Baldassarre – in questa iniziativa, che ora vede l’avvio della sua fase operativa. Affinché questo importante strumento funzioni, credo sia necessario che le aziende compiano un salto culturale e che comprendano l’importanza di avviare percorsi capaci di combattere il caporalato; tra l’altro, in tal modo, si pongono anche le basi per un maggiore sviluppo economico, dal momento che si combatte  la concorrenza illegale”.“Questo sportello – dichiara  il segretario generale della Flai – Cgil Giovanna Basile – rappresenta un valido strumento per combattere lo sfruttamento dei braccianti agricoli, oltre che una occasione di incontro tra domanda e offerta, in un contesto, come quello della Valle del Sele, caratterizzato da una alta concentrazione di immigrati”.“Si tratta di un risultato storico – dichiara il segretario generale della UILA – UIL Ciro Marino – frutto della sinergia tra sindacati e enti locali, a partire dal Comune di Eboli,  che va assunto come modello anche per le altre realtà, che devono fare i conti con la piaga del caporalato. Non ci sono più alibi, ora tutti dobbiamo fare la nostra parte”.“Il 2013, un anno segnato -  dichiara il segretario generale e dirigente nazionale della Uil Gerardo Pirone – da grandi criticità per quanto riguarda il problema dell’occupazione e dell’immigrazione, si chiude ad Eboli, con una iniziativa importante, che può essere di buon auspicio per il futuro e che pone al centro della sua attività la dignità e la tutela della persona immigrata. Questo sportello rappresenta uno strumento importante per fare del nostro paese non più solo una terra di passaggio, ma un luogo di permanenza ed accoglienza”.“Questo sportello rappresenta un tentativo unico in Italia – dichiara il responsabile del dipartimento Immigrazione della Cgil Anselmo Botte – che può diventare un vero e proprio punto di riferimento.  Si tratta di uno strumento che affronta questo odioso fenomeno criminale, cercando di togliere terreno sotto ai piedi al caporalato, e dimostrando che, anche nel settore agricolo, si possono affermare pratiche legali di reclutamento della manodopera”.

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