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Avellino: “A te che leggi dopo mezzanotte” al Carcere Borbonico

Inserito da on 20 novembre 2013 – 08:01No Comment

Una serata sui primi rigori invernali, quella tra le ovattate pareti dell’austero Carcere Borbonico. Rimandanti un passato rivisitato da scorci contemporanei, sempre in riga col tempo. Così la presentazione del libro “A te che leggi dopo mezzanotte” del direttore del nostro quotidiano, Rita Occidente Lupo, ospitata dalla Sovrintendenza ai Beni Artistici e Culturali, ha ancora una volta posto l’accento sulla valenza affettiva dei rapporti sentimentali. In apertura, il giornalista Alberto De Rogatis, che ha presentato l’autrice, non omettendo il successo che finora la pubblicazione ha incassato in oltre 43 realtà. “Un libro che si legge tutto d’un fiato- ha aggiunto Francesca Carrano- e che è stato esaminato, sviscerato, criticato, analizzato, fino all’ultima battuta. A partire dal titolo, il diario-zibaldone trae spunto dal vissuto di tante donne, spesso relegate alla scrittura soltanto dopo determinate ore del giorno. Un testo che, presente a livello nazionale nelle biblioteche, saluta le sue ristampe con cordoncini coloratissimi, sempre diversi, in tono con le emozioni che animano le pagine. Canzoni, affidate a ricordi, sulla scia del tempo, che ruba lacrime e dispensa emozioni che partono dal cuore, per arrivare all’altrui cuore”. “Coagulare i moti sentimentali, senza incedere nella retorica- ha concluso il direttore Lupo, in linguaggio volutamente nominale a tratti, altre prosastico, per non rischiare la cripticità. Un modo d’approcciare alle sensibilità più disparate, senza ferire la sfera personale o sconfinare in quella erotica, per incisivizzare l’incomunicabilità, che a volte maschera anche i rapporti di coppia apparentemente più felici. O che ingurgita, continue stille di sofferenza, in una dimensione da single, pur essendo in coppia. Oggi, l’amore, cifra confusa dalla corsa all’edonismo sessuale o alla concretizzazione di aspetti economici gratificanti: l’amore rinuncia, sacrificio, costruzione di un’interazione di coppia, sempre meno contemporanea, in una svolta storica, che disorienta e rischia di lasciare in panchina, i valori autentici! Eppure, la solitudine di tanti, urla il disperato bisogno di ricevere in dote un cuore da amare, donando il proprio!”

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