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Salerno: Confsal riscrive a Caldoro per vicenda SMA

Inserito da on 23 ottobre 2013 – 06:03No Comment

On. Presidente, Le scriviamo per l’ennesima volta, nuovamente per sottoporLe la vicenda SMA Campania che sta assumendo giorno dopo giorno un contorno sempre più grottesco: è noto che nella Pubblica amministrazione questo aggettivo è sinonimo di sperpero di risorse, finanziarie e umane. Per tentare di farLe percepire la gravità della situazione facciamo un passo indietro. Nel giugno 2012 la Giunta regionale procedette alla pubblicizzazione totale della SMA Campania acquisendone per intero il pacchetto azionario. Apparve immediatamente ovvio, a tutti coloro che tentano di ragionare a rigor di logica, che la Regione volesse affidare alla SMA altri servizi, aggiuntivi a quelli antincendio già esercitati durante la stagione A.I.B., per raggiungere un duplice obiettivo: sfruttare al meglio le professionalità aziendali ed assicurare l’espletamento di servizi di sua competenza in economia e bypassando, nel rispetto della legge, la burocrazia di bandi e gare pubblici. La SMA, come Lei saprà, è un’azienda che opera al servizio della Regione dal 2001 e da quella data ha esercitato, regolarmente, in continuità e con impegno, le attività antincendio e di manutenzione boschiva. Dal marzo scorso (alla scadenza del periodo ricompreso nella gara di appalto), e sino al luglio di quest’anno, i lavoratori, a causa della incertezza della Regione, sono stati confinati in un limbo lavorativo nel quale autonomamente ricercavano qualcosa per tenersi impegnati. Solo a luglio inoltrato, con un ritardo inspiegabile, ha avuto inizio il periodo di massima allerta decretato dal Presidente della Giunta regionale, che si è concluso, per la SMA, il 22.10.2013. Da oggi, On. Presidente, l’azienda e i suoi circa 700 dipendenti non espletano alcuna attività che non sia quella di ordinaria e minima gestione amministrativa del personale. La Regione pensa di aver trovato la soluzione taumaturgica con la collocazione in cassa integrazione in deroga di oltre un terzo delle maestranze: ovvero, ponendo una parte abbondante dei lavoratori a carico della collettività e in regime di completa inattività. Oltre a contestare interamente tale metodologia miope e dilapidatoria, allo stato, Le chiediamo: e gli altri due terzi chi li pagherebbe, considerato che, senza un corrispettivo lavorativo, l’Ente proprietario non può emettere alcun mandato di pagamento che non sia riferito ad attività già svolte? Tutto quanto mediocremente la Regione si propone porterà unicamente alla distruzione dell’azienda, di posti di lavoro, delle sue professionalità e all’instaurazione di un contenzioso giudiziario diffuso che farà sprecare altre risorse finanziarie all’Ente pubblico, che potrebbero invece essere più proficuamente impegnate. E’ di ieri la notizia, disgustosa, che la Procura di Avellino ha scoperto che le opere di messa in sicurezza di Sarno e Quindici, realizzate all’indomani della tragica alluvione del 1998 che colpì i suddetti centri abitati, essendo mancata la manutenzione necessaria negli ultimi anni, sono diventate inefficaci, tanto da far temere che l’intera zona sia nuovamente esposta al rischio idrogeologico identicamente al 1998. Dunque, le ingenti risorse pubbliche investite nella realizzazione delle opere di protezione territoriale sono vanificate dall’incuria  e dall’agnosticismo, mettendo, così, a repentaglio altre vite umane, che potrebbero aggiungersi alla lunga lista di quelle perse in occasione dell’agghiacciante fenomeno verificatosi sul finire degli anni 90. La SMA Campania sviluppa le sue competenze, oltre che nell’antincendio boschivo, proprio nell’ambito della difesa del territorio dal rischio idrogeologico e potrebbe facilmente allargare le sue competenze nell’ambito ambientale. On. Presidente, con l’atavica fragilità del territorio campano, proprio in ordine ai rischi suddetti, e con il quotidiano depauperamento dello stesso, ci sembra illogico e deleterio immaginare che i lavoratori della SMA – azienda di proprietà della Regione – rimangano inattivi da oggi e senza alcuna concreta prospettiva che non sia di mero carattere assistenziale. La speranza che nutriamo intimamente è che la situazione che Le abbiamo descritta sia sfuggita alla Sua attenzione e che Lei ne apprenda solo attraverso questa nostra. Tale auspicio ci permette di pensare ad Istituzioni che agiscono ancora secondo le regole del buon senso e della responsabilità e non seguendo l’istinto del cinismo e dell’opportunismo politico. Se la nostra speranza non sarà delusa, ritenendola persona razionale ed intelligente, immaginiamo che non possa far altro che impegnare, rapidamente e proficuamente, le maestranze SMA nelle innumerevoli ed attese attività di difesa del territorio campano, del suo ambiente naturale e della salute e dell’incolumità dei suoi cittadini: altrimenti non si capirebbe, On. Presidente, perché abbia deciso di acquistare interamente l’azienda nel luglio 2012.

Non vorremmo, peraltro, che le risorse finanziarie che potrebbero essere utilmente impegnate oggi per la riqualificazione territoriale debbano essere spese domani, moltiplicate, per intervenire su dissesti vari e tragedie causati dall’incuria politica ed istituzionale.

Sicuri della Sua sensibilità attendiamo fiduciosi una rapida iniziativa di recupero produttivo e sociale dei dipendenti della SMA Campania.

Distinti saluti.

I delegati della RSA                                                             p. la segreteria regionale

Fausto Morrone                                                                         Agostino Arguto

Roberto Iavarone

Giuseppe Peccia

Alfonso Sollazzo

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