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Il Pastore che volevamo!

Inserito da on 7 ottobre 2013 – 08:01No Comment

di Rita Occidente Lupo

Non cessa d’incantare le folle…Lui, Papa Francesco, che sotto una pioggia battente, è riuscito anche all’Angelus domenicale, a catechizzare col sorriso, parlando d’amore e di misericordia! Ciò che manca al mondo odierno, la cifra del perdono, in antitesi all’atavica legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente! Bergoglio ha parlato di cancro dell’umanità, male del nostro tempo, riferendosi non a quello fisico, in ogni caso ancora con tanto d’armi in pugno, bensì quello del peccato, che corrode inesorabilmente l’animo! E non riempie quei vuoti che l’uomo cerca di appagare col materialismo incalzante. Proprio il Papa che ci voleva, unanime convinzione! Dopo sofismi e catechesi stereotipate, ben scritturate anzicchè a braccio, un modo d’approcciare diretto, con l’unica nota della semplciità. Perchè la comunicazione di Francesco, buca i cuori! Non riesce solo a far sorridere da twitter, per l’accelerata informatica che il novello Cristo non ripudia, ma anche a far riflettere senza dar spazio all’angoscia. Anzi, solleva dalle inquietudini per quel tratto essenziale, immediato, diretto, come se tutto fosse semplicemente, elementare! Infatti, il Vangelo, predicato a pescatori e gente umile, non aveva pretesa di coniugare intellettualismo e cura della propria anima. Nella calda Galilea e nei vari confini della Terra, dove il Verbo predicato non solo dall’apostolo dei Gentili, un annuncio di salvezza per rendere l’uomo fiducioso di un Amore infinito! Di questo, le inquietudini odierne, bisognano! Il Papa sa coniugare fermezza e semplciità, calandosi nella quotidianità con tutti: così libero di salutare con un semplice “Buon appetito!” come di telefonare ad una madre straziata! Un Papa tra la gente, con la gente, per la gente! Della gente! “Pescato ai confini del mondo” non proprio. Ma proveniente da una terra non allineata con le multinazionali opulente, ma dalla parte degli ultimi, legati alla sopravvivenza. Forse per questo, il conio vaticano, si fregia di un polso diverso di spiritualità: un Papa che accettato da tutti, pone seri interrogativi sui predecessori. Su come altri abbiano approcciato alla sede petrina, senza impattare istantaneamente. Questione caratteriale senza dubbio, ma anche di spessore spirituale: tutto parte da quel cammino di fede, che gesuiticamente continua a costellare l’asfalto da lui battuto, stretto a quel Crocifisso in ferro, che non lo lascia orfano di misericordia da spargere verso l’umanità!

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