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Ottobre: mese degli angeli e del Rosario

Inserito da on 1 ottobre 2013 – 00:00No Comment

don Marcello Stanzione

Ottobre è sia il mese mariano del rosario sia il mese dei Santi Angeli Custodi, quegli spiriti beati che Dio ha creati per la sua gloria ed il suo servizio prima di tutto, ma anche per proteggerci contro i demoni, sia allontanando i loro attacchi in virtù della potenza che essi hanno su di loro, sia effondendo nel nostro spirito una viva luce e nel nostro cuore l’energia necessaria per scoprire e respingere le astuzie infernali dei nemici della nostra salvezza. Noi dobbiamo dunque onorare e teneramente amare i santi Angeli, soprattutto quello che Dio ha affidato alla nostra particolare custodia. Non sarebbe questo mostrarci veramente ingrati quanto il non amare il nostro Angelo Custode, che ci testimonia tanto affetto e ci porta un così vivo interesse, che vigila continuamente su di noi e ci preserva da tanti pericoli? Commentando questo versetto del salmo: “Dio ha comandato ai suoi Angeli di prendersi cura di te, affinché ti custodisca in tutte le tue vie … Ed essi ti porteranno nelle loro mani” San Bernardo di Chiaravale, il fondatore dell’Ordine Cistercense, rivolgeva ai suoi religiosi questo discorso, riguardo all’importanza della devozione agli angeli, semplice ma toccante e ben istruttivo: “Dio ha comandato ai suoi Angeli di prendersi cura di te: O condiscendenza ammirabile, il grande onore che ci fa il suo amore! Qual è, in effetti, Colui che comanda? A chi, in favore di chi, e che comanda? Consideriamo con cura e confidiamo religiosamente alla nostra memoria questo sacro mandato. Chi l’ha dunque dato, a chi appartengono gli Angeli? Agli ordini di chi dipendono? A quale volontà sono obbedienti e fedeli? E’ ai suoi Angeli che Dio ha ordinato di custodirvi, e di custodirvi in tutte le vostre vie; ed essi non esitano a prendervi nelle loro mani, affinché il vostro piede non traballi nella strada. Questa è dunque la sovrana maestà che ha comandato agli Angeli, ed ai suoi Angeli, essi che sono così elevati, così sovrani, così vicini a Lui, che sono gli abitanti della sua casa e come i veri membri della sua famiglia. E li ha incaricati di voi. Ma chi siete voi dunque? O Signore, chi è l’uomo perché ti ricordi di lui? Ed il figlio dell’uomo perché lo valuti per qualcosa? Come se l’uomo non fosse corruzione, ed il figlio dell’uomo un verme della terra. Il salmista aggiunge: Affinché ti custodiscano in tutte le tue vie. Quanto questa parola deve produrre in voi del rispetto, ispirarvi devozione, darvi fiducia!, rispetto a causa della loro presenza, devozione a causa della loro benevolenza, fiducia a causa della loro fedeltà. Camminate con precauzione come un uomo a cui gli Angeli sono presenti in tutte le sue vie. In qualsiasi luogo appartato o segreto che voi vi troviate, abbiate sempre per il vostro Angelo un religioso rispetto. Osereste ben fare in sua presenza quello che non osereste fare davanti a me? O dubitereste che egli sia presente perché non lo vedete affatto? Ma essi sono là; sono presenti; lo sono per voi; per proteggervi e per servirvi. Ed essi ti porteranno nelle loro mani. Essi vi custodiranno nelle vostre vie; bambini, vi condurranno là dove il bambino può camminare. Del resto, essi non permetteranno che siate tentati al di sopra delle vostre forze; ma essi vi prenderanno nelle loro mani per farvi passare gli ostacoli che si incontrano davanti a voi. Quello che passa facilmente gli ostacoli, come è portato in tali mani! Quando dunque una grave tentazione si avvicina, che un’afflizione vi minaccia, invocate il vostro Custode, la vostra guida, il vostro aiuto nei vostri bisogni e nella prova. Invocatelo e dite: “Signore, salvatemi, noi periamo!”. Egli non dorme, né sonnecchia, benché in alcuni momenti pare non ascoltarci. Egli è sempre vigilante, sempre soccorrevole. E non vi è pericolo perché cadiate dalle sue mani e di precipitarvi, sia che voi ignoriate, sia che dimentichiate che vi sostenga”. Potremo noi rendere amore per amore al nostro santo Angelo, e non esprimergli spesso la nostra riconoscenza per le tenere cure che egli si degna di prodigarci? Noi ameremo ed onoreremo il nostro Santo Angelo Custode, se rispettiamo la sua presenza, se imploreremo la sua assistenza e se seguiremo le sue ispirazioni. Rispettare la presenza del nostro Angelo Custode.  Ora, il nostro Angelo Custode è ben più nobile del più grande potente della mondo, poiché è l’ambasciatore celeste del Re dei re, del Signore dei signori. Con quale rispetto dobbiamo dunque vigilare sulla nostra condotta, per evitare tutto quello che potrebbe ferire i suoi sguardi!Implorare l’assistenza del nostro Angelo Custode. Noi dobbiamo raccomandarci spesso al nostro santo Angelo ed implorare la sua assistenza, soprattutto nelle tentazioni e nelle occasioni pericolose. Egli sarà nostro sostegno e nostro appoggio; combatterà con noi e per noi: ci farà riportare la vittoria sul demonio e le nostre passioni. Seguire le ispirazioni del nostro Angelo Custode. Ascoltiamo sempre i suoi avvertimenti, meditiamo sulle aspirazioni che avrà fatto nascere nel nostro cuore: lasciamoci guidare e dirigere da lui, in tutto e dappertutto. Non avremo così mai la disgrazia di lasciarci sviare dagli spiriti delle tenebre e di errore che cercano incessantemente di farci abbandonare i sentieri della vera fede e della morale cristiana. Giovanni XXIII il 30 settembre del 1959, rifacendosi ad una norma del papa della Rerum Sociale, dichiarò: “ Ieri abbiamo celebrato la festa di San Michele. In virtù di una prescrizione di Leone XIII noi invochiamo il grande Arcangelo nella preghiera che noi recitiamo ogni giorno alla fine della Messa. Dopo aver terminato il Santo Sacrificio, noi supplichiamo San Michele, protettore della Chiesa, affinché, con la sua intercessione, il Signore confonda il padre dell’iniquità e del disordine. E’ ben giusto che San Michele abbia un posto nelle nostre preghiere perché l’ordine civile e morale sia conforme agli insegnamenti del Vangelo. Dopo avere invocato San Michele, noi possiamo anche elevare il nostro cuore verso gli altri Spiriti celesti che sono ai nostri fianchi una presenza discreta ed una buona compagnia fin dal primo istante della nostra vita. Le mamme intenzionate hanno cura di insegnare ai loro bambini ad invocare l’Angelo custode che preserva dai pericoli, protegge l’innocenza ed ispira i buoni pensieri. Quanta è grande e nobile la missione dell’Angelo custode che ci accompagnerà fino all’ultimo giorno ! Non dimentichiamo mai di rivolgergli delle preghiere e di ringraziarlo per la sua assistenza. Ma in questo mese di ottobre, che inizia per così dire con la festa degli Angeli, noi dobbiamo ricordarci una voce angelica, il cui suono è caro al nostro orecchio e che commuove la nostra vita : l’Angelo del Signore annunciò a Maria : “Io ti saluto, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Il mese di ottobre è anche il mese del Rosario”. E riguardo a tale preghiera mariana per eccellenza, il papa, nello stesso discorso ebbe ed affermare che dall’Annunciazione al coronamento di Maria innalzata al di sopra degli Angeli e dei Santi, è uno stesso flusso di vita che passa attraverso tutti i misteri del Rosario, d esso evoca il piano eterno di Dio per la nostra salvezza. Esso inizia nell’oscurità, finisce nello splendore del cielo. Riflettiamo su di noi stessi, sulla nostra vocazione di essere un giorno nella società degli Angeli e dei Santi ; vocazione la cui grazia santificante anticipa fin da questa vita la realtà misteriosa e consolante. Quale delizia, quale gloria! Noi siamo “concittadini dei santi, della casa di Dio, con per fondazione gli Apostoli ed i Profeti e per pietra d’angolo Gesù Cristo stesso”. E’ un invito a pregare per la perseveranza finale e per la pace sulla terra, che apre le porte dell’eternità beata. Il rapporto tra santo Rosario e spiriti celesti fu sottolineato anche dal papa Leone XIII che con l’enciclica “ Augustissimae Virginis “ del 12 settembre 1897 scrisse: “ tutte le volte che, con la recita del Rosario, noi meditiamo i misteri della nostra salvezza, noi imitiamo in qualche maniera la santissima funzione confidata a suo tempo alla Milizia celeste degli Angeli. Sono essi che hanno rivelato questi misteri al tempo opportuno, vi hanno interpretato un ruolo importante ed hanno colmato questo incarico con grande cura, in un’attitudine di volta in volta gioiosa, dolorosa e trionfante. Gabriele è inviato alla Vergine per annunciarle l’Incarnazione del Verbo Eterno. Nella grotta di Betlemme, degli Angeli celebrano coi loro canti la gloria del salvatore che sta nascendo. Un Angelo avverte Giuseppe di prendere la fuga e di rifugiarsi in Egitto col Bambino. Nel giardino degli Ulivi, Gesù, accasciato dal dolore, esala dal suo corpo un sudore di sangue ; un Angelo lo consola in un pio colloquio. Quando, trionfando della morte, è uscito dal sepolcro, degli Angeli l’annunciano alle pie donne. Degli Angeli narrano che Gesù è salito al cielo e proclamano che ritornerà scortato dalle Milizie angeliche, alle quali egli unirà le anime degli eletti per condurli con sé nei Cori celesti, al di sopra dei quali è stata esaltata la Santa Madre di Dio. E’ dunque ai fedeli che recitano la pia preghiera del Rosario che possono più esattamente applicarsi questa parole dell’apostolo San Paolo ai nuovi discepoli di Cristo: “Avete salito la montagna di Sion e siete entrati nella città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, in compagnia di un grande numero di migliaia di Angeli”, Cosa di più divino, cosa di più soave che il contemplare e pregare con gli Angeli ? Quale confidenza, quale speranza si può concepire nel gioire un giorno in cielo della beata società degli Angeli quando, quaggiù, li si ha in un certo senso aiutati nel loro ministero?

 

 

 

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