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Terzo millennio la crisi delle libertà individuali

Inserito da on 22 settembre 2013 – 00:00No Comment

Giuseppe Lembo

Con il nuovo allarme terrorismo, l’America e non solo l’America, tornano a blindarsi, mettendo a dura prova le libertà individuali. I cittadini americani sono sempre più spiati dalla NSA (agenzia per la sicurezza nazionale) per prevenire il pericolo terrorismo e blindarsi per difendersi dalle minacce di Al Qaeda. La diffidenza per l’altro che non si conosce ma che si avverte come potenziale nemico, provoca sul territorio americano un vero e proprio clima da caccia alle streghe. L’altro nemico, l’altro potenziale strumento di morte, è spiato; è tenuto severamente sotto controllo per evitare un nuovo 11 settembre. E così, pensando alla sicurezza dei cittadini l’Agenzia NSA manda a far benedire la privacy e le stesse libertà individuali, un diritto democratico di ogni cittadino, previsto e garantito dalla Costituzione americana e dalle costituzioni occidentali democraticamente avanzate nella difesa delle libertà individuali. La diffusa attività spionistica americana è giustificata dalla tutela della sicurezza dei cittadini; mentre si procede a tanto, gli umori del Paese, sono orientati sempre più diversamente, creando un distacco crescente tra chi vorrebbe sacrificare la privacy ed il rispetto delle libertà individuali ad una tutela blindata della sicurezza. Nei cittadini americani, allarmati per il comportamento di uno Stato spione, crescono le distanze tra chi pensa ad uno spionaggio a tutto campo, assolutamente indifferente della tutela delle libertà individuali. Anche lo stesso Congresso Americano non accetta di buon grado di cancellare la privacy e le libertà individuali, per una forma di spionaggio a tutto campo. L’opinione pubblica americana, pur sensibile alla tutela del Paese da atti di inconsulto terrorismo, non vuole assolutamente che ci siano forme di spionaggio, vere e proprie forme di aggressiva penetrazione nella vita privata dei cittadini. Così facendo, ci si preoccupa di perdere la privacy ed i diritti delle libertà personali. In America un vero e proprio paladino della difesa dei diritti delle libertà individuali è l’avvocato Floyd Abrams di 77 anni; già conosciuto per aver convinto da giovane l’America che in Vietnam, ci si era avventurati in una guerra sbagliata ed impossibile da vincere. La sua battaglia in difesa delle libertà individuali hanno cambiato la percezione dell’opinione pubblica, non più disponibile a subire in silenzio i pericoli di una penetrazione spionistica anche ad uso della sicurezza, troppo aggressiva nella vita dei cittadini. Nel corso degli anni ha quindi cambiato la percezione che hanno gli americani sulla sorveglianza domestica e sulla sicurezza. Certamente non è pensabile di agire compromettendo la sicurezza nazionale; ma non è altrettanto possibile che in nome di presunte e solo presunte azioni terroristiche si proceda ad azioni diffuse di sicurezza che coinvolgono di fatto tutti i cittadini. In America, con l’impegno alla sicurezza cresce anche un diverso stato d’animo del Paese che è geloso delle sue libertà individuali e non vuole assolutamente metterle a rischio. In tale direzione va anche il convincimento del Congresso Americano che ha lanciato un segnale forte e significativo a proposito del rinnovo dell’autorizzazione di un ulteriore anno del programma Patriot Act, approvato con una maggioranza di appena sette voti e con oltre 200 deputati a favore della cancellazione. Un segnale forte ed importante quello che viene dall’America; il cittadino del mondo, sempre più adulto e responsabile, non vuole più mettere in discussione i diritti fondamentali della persona umana; tra questi, per tutti i cittadini del mondo, è sempre più fondamentale e quindi intoccabile, il diritto alla libertà individuale. Questo è un segnale di un diverso stato d’animo non solo dell’America, ma dei cittadini del mondo che si sentono attivamente partecipi in tema di tutela della sicurezza, senza che questa minacci i propri diritti della libertà individuale. Tanto, per evitare che si agisca riducendoli e/o ancora peggio cancellandoli, in nome di una presunta necessità di tutela della sicurezza nazionale. Ma se la sicurezza va tutelata, altrettanto va fatto per la tutela delle libertà individuali. Un problema questo molto attuale nel mondo sempre più globale, dove purtroppo emergono situazioni di rischi umani per un protagonismo suicida assolutamente da condannare e da reprimere nell’interesse della sicurezza umana di un insieme sociale sempre più esposto al rischio delle frontiere aperte, dove ancora non si è del tutto formata la coscienza umana da uomo della Terra, da cittadino del mondo. Parlare di sicurezza è un diritto di tutti e per tutti; è altrettanto un diritto di tutti essere messi a conoscenza degli strumenti di spionaggio a fini di antiterrorismo, evitando così allarmismi e soprattutto il rischio di inopportuna contrapposizione dei cittadini che pensano di essere traditi nella tutela del loro sacrosanto diritto alla libertà individuale.

 

                                                                                             

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