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Mercato San Severino: sagra polpetta di baccalà spianese

Inserito da on 31 agosto 2013 – 00:00No Comment

Anna Maria Noia

 Una tradizione che “impegna”, certo, ma assicura anche una certa quantità di soddisfazioni – almeno in chi “crede” nel valore dell’accoglienza e della disponibilità: parte così, da questi presupposti, la “Festa della polpetta di baccalà spianese”, una leccornia realmente tipica del nostro territorio! La sagra è in atto dal 29 agosto e si concluderà lunedì prossimo 2 settembre, presso una struttura al coperto ubicata nella frazione Spiano. Giunta (ormai) alla quarta edizione, la kermesse gastronomica promossa e fortemente sollecitata dal consigliere comunale Franco Amoroso, non delude e non riserva “sorprese” ai tanti estimatori di questo caratteristico piatto. Una pietanza prodotta da mani esperte e secondo ricette antiche ma tramandate di madre in figlia, e/o rielaborate dalle abili cuoche del paese. Presso la piazza S. Croce, dunque, al ritmo di musica e balli popolari, chi vorrà potrà degustare specialità a base di baccalà a prezzi modici. Il menù prevede un’ampia scelta di cibi genuini e prelibati: tra questi, ad esempio, il famoso “piatto spianese”, con paccheri, baccalà e pomodorini; poi annoveriamo il baccalà “del barone” – ispirato al castello del barone Negri, che domina la frazioncina – costituito da baccalà, pomodorini, capperi, olive nere e pane. Ma per i palati più tradizionalisti non mancheranno pasta e fagioli, la parmigiana di melanzane e i panini. La polpetta di baccalà si prepara in genere il venerdì delle Palme, nell’ambito del “Fistone” (grande festa); in tal data tutta l’unita popolazione di Spiano, oasi dialettica dove si parla l’antico dialetto sanseverinese, celebra la Madonna Addolorata. Tante ancestrali ritualità sono presenti da sempre presso questa comunità e collettività, tante leggende raccontano la vita quotidiana del paese, che – sebbene sia montagnoso – ha nel contatto con i pescatori della Costiera Amalfitana (tramite il valico di Chiunzi) una delle sue ricchezze maggiori: la presenza di pesce freschissimo!“Invitiamo tutti a venire alla sagra – dichiara Amoroso – in un paese non solo legato alle antiche consuetudini artigianali come quelle di scalari e sportellari, ma anche abitato da studenti, professori e laureati.”“La nostra amministrazione – soggiunge Amoroso – è sempre al fianco di questi volontari che per amore della propria terra cercano di propagandare e pubblicizzare il nostro miglior prodotto, appunto il baccalà.”

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