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Regione: Barbirotti contro pesca di frodo

Inserito da on 21 agosto 2013 – 06:41No Comment

Ill.mo Procuratore della Repubblica di Salerno

Ill.mo Comandante Guardia di Finanza di Salerno

Ill.mo Comandante Corpo Forestale di Salerno

Ill.mo Comandante Capitaneria di Porto di Salerno

Ill.mo Comandante Polizia Municipale di Salerno

 E’ necessaria una maggiore vigilanza per tutelare l’ecosistema del nostro mare. Ignorando leggi e regolamenti che stabiliscono che la pesca a strascico può essere effettuata nel mare antistante le nostre coste a non meno di un miglio e otto dalla riva e ad una profondità minima di 50 mt, molti pescherecci, condotti da pescatori poco onesti e senza scupoli, arano il fondo a brevissima distanza dalla riva, alla ricerca del novellame.   I danni causati dalla pesca illegale sono enormi. Il fondale, un tempo ricco di praterie di posidonia e di pesci che la popolavano, è stato ridotto ad un deserto.    Molte volte al danno si aggiunge la beffa nei confronti dei pescatori iscritti alla piccola pesca, autorizzati ad esercitare la pesca con le reti da posta. Infatti le reti a strascico di pescherecci pirata, muniti di tavoloni, catene e cavi d’acciaio, spazzano via insieme al novellame anche le reti dei pescatori, cagionando danni per migliaia di euro. I pescatori danneggiati o tacciono per paura o si accordano per un risarcimento, che in molti casi è inferiore al danno subito. La pesca a strascico sotto costa, tendente a catturare il novellame, la cui cattura è assolutamente vietata, non può e non deve più essere tollerata. Va potenziata l’attività di controllo da parte degli organi preposti. Non è impossibile per la capitaneria di porto, per la guardia di finanza e per il corpo forestale, con le attuali tecnologie, misurare sia da terra che da mare la distanza di un peschereccio dalla costa ed intervenire rapidamente.  Un controllo più severo e continuo delle autorità, con l’innalzamento delle sanzioni per i trasgressori recidivi, arrivando al fermo e al sequestro del peschereccio e al ritiro delle licenze nei casi più gravi, sicuramente metterebbe un freno alla pesca illegale.  Ma per mettervi definitivamente fine è necessario effettuare severi e costanti controlli anche nel mercato ittico, nelle pescherie e nei ristoranti, ove senza eccessivi scrupoli viene venduto il novellame pescato, agendo anche in questi casi con sanzioni pesanti. Per le considerazioni di cui sopra si invitano le signorie Vs, ognuno per la propria competenza, a voler porre in essere tutte le iniziative necessarie per far cessare un’ attività palesemente illegale che ferisce mortalmente il nostro mare e danneggia i pescatori onesti.

Salerno, lì 20.08.2013

Consigliere regionale

Avv. Dario Barbirotti

 

 

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