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Inquinamento da Onde elettromagnetiche

Inserito da on 17 agosto 2013 – 08:01No Comment

Vincenzo Petrosino  

Da molti anni, spesso mi viene posta la domanda se l’esposizione ai campi elettromagnetici è pericolosa per l’uomo. Negli ultimi decenni, con il proliferare delle nuove tecnologie e in particolare con lo sviluppo della telefonia cellulare con le reti umts, wifi e altro, le preoccupazioni sono molto aumentate nella popolazione. Da una parte esiste preoccupazione, dall’altra è sempre maggiore la ricerca di tecnologia. Sfido chiunque a documentarsi da fonte certa su tali problemi. Negli ultimi decenni sono stati pubblicati numerosi studi, il nostro istituto superiore di Sanità ha prodotto numerosi lavori, vedi lo studio interphone e altri. Esiste un sito dello stesso ministero interamente dedicato a questo problema .Questo sito ha forse lo scopo di “ informare i cittadini ” e diminuire le paure e le ansie. Infatti alcuni studi sostenuti da psicologi e esperti di comunicazione , hanno messo in correlazione l’aspetto psicologico delle paure create dall’installazione di antenne e altri impianti con la mancanza di informazioni certe e di comunicazione da parte dello “ stato”, nonché con la stampa, i ricorsi al Tar e le incertezze politiche dei vari gruppi.  In realtà devo ammettere che la quantità di lavori Italiani e internazionali, la quantità di norme e misure , la quantità di articoli che si trovano in giro provenienti da più fonti anche se letti in modo accurato non riescono a dirimere tutti i dubbi e alla fine …resta a mio giudizio sempre valido il principio della prudenza e del ricorso al buon senso, principio che alla fine è stato recepito dalla Oms. Dopo questa a premessa,  preso atto dello sforzo che il ministero della Salute ha fatto con il suo progetto Camelet e altri , esprimo la mia perplessità sulla reale efficienza di quanto si legge nei vari lavori , in quanto sembra emergere comunque e sempre una difficoltà di comparazione con dati provenienti da altre parti del mondo, probabilmente espressione non solo della difficoltà del problema ma della non “comune regia ” . Quando si parla di esposizione a campi elettromagnetici bisogna distinguere non solo a quali campi ci riferiamo, e quindi alla frequenza dei campi , ma anche alla loro intensità e alla durata dell’esposizione  nel tempo. Diverso è quindi il caso degli addetti ai lavori, di coloro che professionalmente sono a contatto con i campi elettromagnetici, rispetto ad altre situazioni. Abbiamo inoltre diversi tipi di  campi , per semplificare possiamo dividerli in campi a bassa a media e alta frequenza . Per fare un semplice esempio un campo a bassa frequenza ( pochi hertz ) è quello emesso da elettrodotti, trasformatori e apparecchiature  elettriche ( i primi campi ad essere sotto inchiesta per i famosi studi sulle leucemie infantili ) . I campi a media frequenza come ad esempio le emittenti radio internazionali, e infine i campi  elettromagnetici a radiofrequenza o microonde che sono quelli che più spesso entrano alla ribalta della cronaca ( telefonini, antenne umts , radar ecc ecc ). Questi ultimi campi sono stati classificati nel 2011 come “ possibilmente cancerogeni ” (gruppo 2B)  . La IARC ( International Agency for researh on cacer ) anche se in presenza di dati molto contrastanti e di difficile interpretazione, prendendo atto di molti studi che si esprimevano contro la non carcinogenicità , prendendo atto di studi effettuati su animali, cellule e persone, ha ritenuto  comunque il 31 maggio 2011, di non potere escludere “ con ragionevole certezza ” un loro intervento in alcuni processi cancerogeni e in particolari casi. L’OMS a seguito di questa classificazione si è espressa in favore di ulteriori ricerche pertanto  la giostra continua a girare e gli studi continuano. Non mi risulta che al momento sia stata rivista questa classificazione, pertanto la ritengo al momento uno dei riferimenti Mondiali sui campi elettromagnetici. La classificazione come 2b è derivata specialmente da alcuni studi non esaustivi sul rapporto “ uso cellulari e tumori cerebrali ”, e nonostante le perplessità del nostro ministero della Salute che sembra molto più orientato verso una innocuità , si è pensato comunque di “ incoraggiare le misure di riduzione dell’esposizione ai campi dei cellulari ”. Ricordo che se parliamo di frequenze usate dai cellulari, parliamo di frequenze prossime e al di sopra del Ghz e quindi anche di istallazioni radar a queste frequenze  e di tutti gli impianti di antenne connesse alla telefonia mobile. E’ molto difficile descrivere tutte le possibili interazioni che il nostro organismo umano può avere se esposto a campi elettromagnetici, verrebbe fuori una trattazione scientifica difficile e  anche contestabile. In genere si assume che i campi magnetici “ statici” come quello terrestre, possono provocare un allineamento di molecole specialmente quelle che hanno una polarità ( + o – ). I campi a media frequenza interagiscono con i nostri tessuti elettricamente eccitabili, quindi cuore cervello muscoli  e determinano fenomeni di polarizzazione e creano correnti. I campi a frequenza maggiore invece, producono  principalmente effetto termico e possono penetrare più in profondità. Il nostro Organismo “ emette anch’esso campi elettromagnetici ” sono molti i processi del nostro organismo nel quale prendono parte cariche elettriche , pertanto un campo elettromagnetico provoca sempre e comunque  una risposta nell’organismo umano,  non sempre dannosa. Il nostro corpo  risponde a stimoli ambientali come la luce, il caldo, il freddo, il rumore le sostanze chimiche e quindi risponde anche  ai campi elettromagnetici. Bisogna stabilire quando, se e come questi stimoli possono creare un danno. Tra l’altro il problema a mio giudizio è complicato da fattori locali che in quella determinata popolazione potrebbero causare effetti diversi che in altre. Tutta la vita sulla terra si è adattata nei milioni di anni ad un ambiente con piccoli, naturali campi a bassa frequenza , oltre a quello magnetico statico la cui intensità varia a seconda delle posizioni geografiche, le fonti più comuni sono il sole e i temporali con i suoi fulmini . Negli ultimi anni e diciamo certamente dopo la scoperta di Guglielmo Marconi le cose sono cambiate e non sono certamente trascorsi troppi anni da quando le varie tecnologie ci stanno bombardando. Forse troppo pochi per esprimere eventuali danni a distanza e questo deve farci meditare. Sottolineo quindi  ancora il famigerato principio della prudenza e del “buon senso”. Alcuni effetti delle microonde sui tessuti sono ben conosciuti, anzi in alcuni studi medici  degli anni 2007-8 venivano usati addirittura dei campi a radiofrequenza per una distruzione termica delle cellule tumorali, dopo averle messe a contato con nanoparticelle. Esempio  di opposta realtà, l’uso delle radiofrequenze per “ distruggere le cellule tumorali”. Per il momento sarebbe estremamente prudente continuare ad avere un atteggiamento di cautela verso i luoghi che comunemente sono frequentati dalle persone ,evitando esposizioni e pluriesposizioni a campi elettromagnetici specie in prossimità di aree densamente abitate e obbligatoriamente  nelle vicinanze delle scuole. Sono in linea con quanto espresso dall’ Isde, pertanto sono dell’idea che debba essere prevista per ogni città paese o altro , una precisa “ mappa ” di ogni istallazione a Radiofrequenza e ad uso continuo , bisogna effettuare controlli e misure anche random al fine di avere un quadro preciso di ogni singolo territorio interessato da questi problemi. Ogni cittadino dovrebbe conoscere la situazione del suo quartiere o territorio. Nella nostra città di Salerno esistono molti di questi impianti e penso che una certa quantità di essi siano misconosciuti e senza opportuno controllo. Da alcuni anni anche nei comuni limitrofi, come ad esempio Pontecagnano Faiano , abbiamo visto in diversi punti della città , il sorgere di grosse istallazioni a Radiofrequenza, alcune anche su terreni privati o palazzi. Probabilmente  le varie normative , in parte carenti , hanno consentito questa “ antennificazione selvaggia ” che a mio giudizio va controllata da vicino e appunto mappata, per la nostra tranquillità e la  nostra sicurezza .

 

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