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Femminicidi crescono

Inserito da on 16 agosto 2013 – 08:01No Comment

Rita Occidente Lupo

Anche il Papa, vicino alle donne. Nel riconoscimento del loro ruolo e della loro dignità. Ieri, nella solennità dell’Assunzione di Maria al Cielo, ha stigmatizzato la femminilità, ricchezza per la comunità. A 25 anni dalla Mulieris Dignitatem, un assist alla figura così contraddittoria del nostro tempo: tra ruoli istituzionali e svendita dei propri talenti. Tra fornelli e tacchi, escort e dirigente, casalinga e compagna di vita…donna non per svendere il proprio corpo e la propria fertilità, ma per valorizzare la dignità dell’ immagine, senza offrire il fianco alla prostituzione in ogni campo. Oggi, il bollettino di guerra rosa, consegna alla cronaca un massiccio eccidio, sovente consequenziale allo stalking. Dall’entrata in vigore della legge,  38.142  denunce presentate, di cui 9.116 dal primo agosto del 2012, al 31 luglio del 2013.   Circa il 30% degli omicidi commessi in un anno in Italia (505) bersagliante il sesso debole, per svariati motivi: dalla gelosia a pie’ sospinto, all’incomunicabilità. Dal tradimento, alla furia squilibrata! Donne al centro di dibattiti e tavole rotonde, un tempo ricordate solo l’8 marzo, in chiave di diritti. Oggi, anche a novembre, la giornata contro la violenza, accentante l’impellente esigenza di tutelare un sesso, che anche se ha guadagnato terreno, in tema di diritti, affrancandosi anche da atavici retaggi maschilisti, almeno in alcuni contesti più evoluti, estremamente a rischio per svariate dinamiche, di micce omicide. Madre, moglie, amica, compagna, complice, amante: tanti i ruoli che oggi la donna vive sulla propria pelle, spesso coniugando impegno intra ed extramoenia domestiche. Tra asettiche scartoffie e tegami insaporiti, educazione di figli ed ansie economiche, na ancora complementare all’uomo, sia ideativamente, che lavorativamente. La coppia, così come originaria, atta alla trasmissione della prole ed al riferimento evolutivo. La donna, che mai come in questo nostro pazzo tempo, riuscita a stracciare preconcetti e maschere farisee, deve strattonare libertà quando al suo fianco, l’evoluzione agognata, di fatto non realizzata. Allorquando non l’integrazione delle personalità, a rendere osmotica la coppia, bensì l’imposizione e la sopraffazione sull’altro, a dominare la scena. E la paura, a volte, di essere lasciati. La sindrome dell’abbandono, che irretisce ancora troppi uomini, stimati un tempo proseliti, del sesso forte, nei fatti denuda il proprio tallone d’Achille: fragili più che mai, non consenzienti nel ritrovarsi “abbandonati” o rinnegati non per pura otellite, ma per inesperienza nel viver da single!!!

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