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A te che leggi entro mezzanotte “Pazzo di lei”

Inserito da on 14 agosto 2013 – 00:00No Comment

Giuliana Rocci

Lui, lui è pazzo di lei/e per questo che non sa più darsi pace/Lui, lui è gioco di lei tanto buona ma più furba di una zingara/Lui, lui è pazzo di lei /pochi anni ma nel cuore tanto cinema…Antonacci le confermava ch’era pazzo di lei…ricordava l’ultimo incontro, il suo guardarla da sempre, le prime rughe senza strizzatine orbitali…Quella notte non aveva chiuso occhio, indecisa se partire o restare. Mai l’era costato tanto staccarsi da lui,  che imbambolato incrociava l’attesa del ritorno. Sui km. sferraglianti, il suo volto con l’ultima promessa: sms di lontananza,  incontro al rientro…invece, ancora una volta, sms di sola andata. Silenzio sepolcrale anche al rientro. Perfino gli auguri  negatile! Arrendersi a quella realtà non novella, assuefatta da un martirio incessante. Anestetizzata da quel costante non poter osare, rintuzzando i moti del cuore…la sua crociata sentimentale, giunta al capolinea! Ne assaporava certezza, su mail di un intruso, che acquistava sempre più caratteri sotto il mouse. Distanziandola da quel passato che le aveva inebriato illusioni, negandole la certezza di una fedeltà meritata sul campo. Non si chiedeva neanche più dove fosse finito, sapendolo sempre irretito dalla sua pavida prigionia domestica! Annusava le sue incertezze, captando le chele tribali, che lo stritolavano di sensi di colpa. Non avrebbe mai guadagnato orgoglio autonomo: per l’ennesima volta la rinnegava, tirandosi indietro in un impegno sentimentale, che lo teneva legato a lei, oltre la sua volontà. Recalcitrando, dribblato equilibrio in quella storia che sfidava il tempo: che aveva sottratto il dovuto, al tempo! Ora, non le costava sentirsi pronta a quella chiusura definitiva: il suo viaggio, stavolta, di sola andata, nel chiudergli senza veemenza la porta del cuore, sapendo di non riaprirla più. Doppiato allo spasimo un ruolo burattinaio, mentendole spudoratamente: egoisticamente proteso verso il proprio recinto familiare, senza alcun rispetto per l’amore che gli aveva sempre servito in piena armonia e che la dilaniava. Non degno di note nè di chiarimenti oltremodo: vissuti troppi, a caparra menefreghismo indifferenziato…giunto il tempo, per prendere il largo  senza rimpianti…sofferto troppo, per assecondare nostalgie: finalmente, guarita!!! Forse, si sarebbe reso conto d’esser pazzo di lei…e di non potersi dar pace, solo ora che l’aveva perduta….

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