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San Cipriano Picentino: 2 arresti in flagranza e 110 piante di canapa indiana sequestrate

Inserito da on 9 agosto 2013 – 03:06No Comment

Continua incessante l’opera dei Carabinieri nella lotta alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti. Con il prezioso ausilio dei colleghi del Nucleo Elicotteri di Pontecagnano i Carabinieri del Comando Stazione di San Cipriano e del nucleo operativo del Comando Compagnia di Salerno hanno rinvenuto ed estirpato in loc. Campigliano 110 piante di canapa indica di altezza compresa tra m.1,50 e 2,50, traendo in arresto in flagranza di reato C. U. 58enne e la moglie 52enne M.E. . L’operazione nata a grazie all’abilità degli elicotteristi dell’Arma, che dall’alto e con non poche difficoltà riuscivano ad identificare la piantagione benché perfettamente mimetizzata con la vegetazione circostante, iniziava immediatamente dopo il sorvolo dell’area per il sospetto, poi dimostratosi fondato, che il passaggio dell’elicottero non fosse passato inosservato. Così, immediatamente dopo la segnalazione giunta dall’ alto, i militari del Comando Compagnia di Salerno organizzavano una battuta da terra guidati dai colleghi elicotteristi, vedendo infine premiati i propri sforzi allorquando sorprendevano i due coniugi intenti a estirpare le piante proprio per far sparire le prove della loro colpevolezza. Ingegnoso il sistema messo a punto dai due improvvisati “agricoltori”, che con l’utilizzo di una scala riuscivano a scavalcare agilmente la recinzione esterna del proprio terreno e a raggiungere la coltivazione posta nei pressi del fiume su un terreno demaniale per evitare di essere collegati alla stessa, ma se non fosse bastato l’acume degli investigatori, che divisisi in due gruppi riuscivano a raggiungere attraverso il canneto l’area della coltivazione illegale, a indicare la strada ai militari sarebbe stato il fido cagnolino della coppia, che ai piedi della scala posta a cavallo della recinzione attendeva docilmente il rientro dei padroni. Su disposizione dell’ Autorità Giudiziaria di Salerno i due coniugi venivano infine ristretti in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa del rito direttissimo.

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