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Salerno: Joe Barbieri MoroInSummer

Inserito da on 2 agosto 2013 – 09:25No Comment

Venerdì 2 agosto al Lido La Conchiglia di Salerno il musicista Joe Barbieri presenta al pubblico di MoroInSummer,  il cartellone ideato da Gaetano Lambiase alla direzione artistica del Moro con il patrocinio del Comune di Salerno il suo ultimo lavoro, Respiro. La cornice è quella del palcoscenico in riva al mare sul Lungomare Tafuri, una combinazione di jazz, bossa, tradizione partenopea e cantautorato. Autore e musicista napoletano dal percorso personale, capace di attirare insieme consensi di critica e pubblico che ha collaborato con Pino Daniele – Joe Barbieri con il suo tour fa tappa a Salerno accompagnato da Antonio Fresa al piano; Stefano Jorio al violoncello; Giacomo Pedicini al contrabbasso, Gianfranco Campagnoli alla tromba e Sergio Di Natale alla batteria. “Respiro” è un caleidoscopio di momenti musicali densamente differenti – che vanno dal manouche al bolero, passando per il jazz, la musica sinfonica e la sempre amata bossa – eppure legati stretti dal filo rosso dell’inconfondibile italianità di Barbieri. Nel giorno dell’equinozio di primavera (quest’anno il 20 marzo) raggiunge i negozi il nuovo album di inediti di Joe Barbieri, intitolato “Respiro”. A tre anni di distanza da “Maison Maravilha” (il disco che con le sue 20.000 copie vendute tra Nord America, Asia ed Europa lo ha fatto conoscere come uno dei nuovi autori italiani più apprezzati) il cantautore napoletano si misura in quella che punta ad essere la sua prova “più internazionale”, pubblicando il suo nuovo progetto in 62 paesi equamente distribuiti tra i cinque continenti. “Respiro” è un caleidoscopio di momenti musicali densamente differenti – che vanno dal manouche al bolero, passando per il jazz, la musica sinfonica e la sempre amata bossa – eppure legati stretti dal filo rosso dell’inconfondibile italianità di Barbieri: “In questa nuova pagina” – racconta lo stesso Joe – “ho desiderato mollare un po’ gli ormeggi della ‘ricerca formale’, in favore di un approccio più libero alla composizione che è diventato quasi una pulsione involontaria; come involontario è l’atto del respirare, il percorso dell’andare e del tornare dell’aria che in sè rinnova polmoni, idee, aspirazioni. I tanti concerti degli ultimi anni mi hanno impartito la lezione del riuscire a offrirmi con maggior spontaneità, del cantare con ancor più disponibilità per chiunque volesse regalarmi il proprio mettersi in ascolto, alla ricerca di un comune afflato: unico, semplice, condiviso”. Ora va detto che “Respiro” è stato registrato in un luogo davvero prezioso, calato del cuore più antico di Napoli: l’appartamento che è stato set di due film-culto per la regia di Vittorio De Sica: “Matrimonio all’italiana” (con Sophia Loren e Marcello Mastroianni) e “L’Oro di Napoli”. E nessuno scenario poteva essere forse più pertinente, considerata l’innata attitudine cinematografica che spesso viene riconosciuta alla musica di Barbieri, le cui opere possono essere in molti casi ridotte a piccole colonne sonore, a micrometraggi nei quali un’atmosfera ancestralmente sudmediterranea non hai mai mancato di esondare in vocazioni “world” e jazz. E accade così che, come nei suoi precedenti episodi discografici, anche stavolta ad un nucleo di eccellenti musicisti suoi conterranei (come Antonio Fresa, Giacomo Pedicini, Sergio Di Natale, Pasquale Bardaro, Oscar Montalbano, Stefano Jorio, Emidio Ausiello e molti altri) Barbieri abbia voluto aggiungere le “quinte sonore” di colleghi più lontani, per cultura o semplice territorialità: ad impreziosire “Respiro” sono arrivati l’orchestra d’archi del primo violino albanese Armand Priftuli, il pianoforte di Stefano Bollani (“Un regno da disfare”), la tromba di Fabrizio Bosso (“Étape par étape par étape” e “’E vase annure”), e le voci di Gianmaria Testa (“Le milonghe del sabato”) e del premio Oscar uruguaiano Jorge Drexler (“Diario di una caduta”).  Come il  baricchiano pittore di ‘Oceano Mare’ Plasson dipingeva il mare con l’acqua di mare ottenendo tenui e impalpabili tele, quadri poco più che completamente bianchi, allo stesso modo Joe Barbieri si potrebbe dire canti l’aria con l’aria, l’assenza con l’assenza, lo spazio vuoto con lo spazio vuoto. Chitarrista quasi mai perfetto; cantante che ha la dote di saper raccontare con intima profondità, l’inspiegabilità del turbamento, i sentimenti semplici eppure complessi di chiunque, a chiunque. Questo, e molto altro è Joe Barbieri.  Dopo aver collaborato con Pino Daniele e aver scritto per alcuni colleghi (tra cui Giorgia e Patrizia Laquidara), Barbieri si presenta a fine 2004 – per la sua stessa etichetta, la Microcosmo Dischi – con un’opera prima dal titolo “In Parole Povere” che ha incantato la critica e conquistato l’apprezzamento del pubblico di tutti i paesi nei quali è stato progressivamente pubblicato (Stati Uniti, Canada, Giappone, Austria, Svizzera, Cina, Germania – nel quale è stato eletto, tra l’altro, disco dell’anno – e, ovviamente, l’Italia).

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