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Lourdes… sott’acqua: peggio di ottobre scorso! Segni dei tempi?

Inserito da on 20 giugno 2013 – 08:01No Comment

di Rita Occidente Lupo

Partita la stagione dei pellegrinaggi nella terra mariana, Giove Pluvio non concede tregua. Ed il Gave, quello che la piccola Bernardette attraversava a piedi nudi, per recarsi alla roccia, dalla Bella Signora, ha rotto gli argini, investendo di fango il Santuario, la Grotta, l’Esplanade. Dopo l’alluvione dello scorso ottobre, unico da circa 40 anni, stimato un evento o segno del cielo, da molti che amano guardarlo, per il proprio cammino di fede. Danni ancora in via di recupero, quali la torre del Campanile. Ora, una nuova piena, nel boom del periodo pellegrinaggi, a sconvolgere la Terra benedetta. Evacuati i luoghi dell’ Esplanade, quelli  in cui accesa la vita litugica, la messa in sicurezza dei numerosi fedeli e degli alberghi, in parte alcuni allagati. Bloccati i pellegrinaggi, compreso quello di circa 3000 bambini, previsto per ieri. Stupore, sgomento, panico, inevitabili! Quand’ è la forza della natura, a trascinare il corso degli eventi, inevitabile temere il peggio, restando a meditare su quelli che possono essere dei segni. A partire dall’acqua, fonte di purificazione, penitenza, rinascita. Che la Signora disse a Bernardette di scavare e che, nel corso degli anni, esaminata accuratamente, per le sue qualità miracolose: normale, senza alun additivo speciale…tranne  la fede, di chi ne fruisce! Un’acqua che anche il Bureau Medical, tiene sott’occhio con le guarigioni, accertate finora 68, anche se tantissime le cartelle cliniche negli scaffali, sotto l’egida del presidente Alessandro de Franciscis, primo medico italiano permanente di tale organo, nato all’indomani delle apparizioni. Ebbene, proprio Lourdes, terra di miracoli e di conversioni, di fede e di servizio, di acqua e di fiaccole accese, invasa da un mare d’acqua e fango, impedendo di poterne vivere la spiritualità. Un attentato alla voglia di pregare e di ricoverarsi sotto la suggestiva Grotta, che ognuno porta nel proprio habitat, anche ritornato nella dimora quotidiana. C’è da stabilire soltanto in quale misura si potrà riprendere la vita di tutti i giorni, recuperare quell’immagine di un tempo, che i pellegrini e gl’infermi, avvezzi a riconoscere già dall’accesso dei cancelli principali sull’ Esplanade. Al momento, garantito ripristino degli accessi al Santuario dalla prossima settimana. Un motivo per tanti, di guardare questa nuova inondazione, come u nsegno del cielo…forse, proprio in tale luogo, un monito affinchè bandendo consumismo e commercializzazione, venga rispolverata la fede primigenia, che Bernardette incarnò con Preghiera e Penitenza!

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