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Fisciano: addizionale Comunale Irpef, aliquote determinate in percentuali su reddito

Inserito da on 5 maggio 2013 – 05:33No Comment

Il consiglio comunale di Fisciano, mediante una delibera assembleare, ha approvato a maggioranza la determinazione delle aliquote addizionale comunale Irpef con la relativa approvazione del regolamento. Quest’anno il seguente tributo è stato rimodulato in base a criteri di maggiore equità: rispetto all’anno precedente, quando veniva applicata l’aliquota fissa dello 0,7 per cento, ora la determinazione della percentuale Irpef è stabilita in base alle fasce di reddito rendendola, dunque, proporzionale alle disponibilità economiche di ciascuno. Richiamando il decreto legge del 13 agosto 2011 n. 138 convertito dalla legge 14 settembre 2011 n.148 si è stabilito che per assicurare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressività cui il sistema medesimo è informato, i Comuni possono stabilire aliquote dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche utilizzando esclusivamente gli stessi scaglioni di reddito stabiliti, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dalla legge statale, nel rispetto del principio di progressività enunciato. Le percentuali per la determinazione delle aliquote sono suddivise in scaglioni a seconda dell’appartenenza alle diverse fasce di reddito come di seguito riportato: scaglione da 0 a 15.000,00 euro aliquota pari allo 0,60%; da 15.001,00 a 28.000,00 euro 0,68%; da 28.001,00 a 55.000,00 0,70%; da 55.001,00 a 75.000,00 euro 0,76%; oltre 75.000,00 euro 0,80%. Le seguenti tariffe hanno effetto dal primo gennaio dell’anno in corso.“Rispetto allo scorso anno – dichiara l’assessore al bilancio, Franco Gioia –  il Comune di Fisciano ha applicato aliquote Irpef in proporzione agli scaglioni di reddito dai quali si sono determinate le percentuali del tributo. Il principio è lo stesso: contenere al massimo il carico fiscale nei confronti dei contribuenti. L’amministrazione comunale, considerato il delicato momento di crisi economica che sta colpendo soprattutto i nuclei familiari, sta cercando di adottare una politica di risparmio per consentire di raggiungere un sostanziale equilibrio di bilancio, nella speranza che nel prossimo futuro si creino le condizioni per adottare una cospicua riduzione dei tributi”. Da precisare, inoltre, che dalla data di entrata in vigore del decreto legge 27 maggio n.93 e fino alla definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilità interno, in funzione dell’attuazione del federalismo fiscale, è sospeso il potere delle Regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote e delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato.

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