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Amalfi: Seminario Scientifico “Alberi plurisecolari, il clima, la storia”

Inserito da on 19 marzo 2013 – 04:07No Comment

La dendrocronologia (dal greco δένδρον = albero, χρόνος = tempo, e λογία = studio) è un sistema di datazione a scala fluttuante messo a punto dall’americano Andrew Ellicott Douglass nel 1906, utilizzato soprattutto in archeologia. Sono tre i principi base della dendrocronologia:

  1. gli alberi, nelle regioni in cui vi è una netta distinzione tra la stagione estiva e quella invernale, producono un nuovo anello di accrescimento ogni anno, facilmente visibile nella sezione trasversale del tronco.
  2. alberi della stessa specie legnosa, viventi nella medesima area geografica, producono nello stesso periodo di tempo, serie anulari simili: infatti lo spessore di questi anelli varia ogni anno a seconda delle condizioni climatiche.
  3. è possibile confrontare le sequenze anulari di alberi vissuti nella stessa area geografica nello stesso periodo di tempo (cross-dating).
  4. La prima fase dell’indagine dendrocronologica consiste nel prelievo dei campioni legnosi, sia da alberi viventi che da legni antichi. Per ogni singolo albero si ricava quindi un diagramma (curva dendrocronologica) che indica lo spessore degli anelli nel passare degli anni. Confrontando queste sequenze con altre ricavate da legni antichi è possibile creare una sequenza continua (curva standard) che può risalire indietro nel tempo per centinaia e a volte migliaia di anni. Per l’Italia le curve standard più antiche sono quelle del Larice, che arrivano a datare fino al 756 d.C., ma in Germania è stato possibile estendere la datazione a 10.000 anni, arrivando fino all’ 8480 a.C. con la quercia nelle regioni dei fiumi Reno e Meno. Scopo del Seminario organizzato dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana con il Patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno e del Comune di Amalfi, con svolgimento presso la Biblioteca Comunale di Amalfi il 22 marzo 2013, ore 10.00, è quello di fare il punto sulla situazione degli studi in Campania, recentemente molto ben avviati come illustrerà la relazione della Dott.ssa Pia Kastenmeier del Deutsches Archeologisches Institut di Berlino ed in Europa,  grazie anche alla presenza degli scienziati tedeschi Proff. Erhard Pressler e Volker Glandtzer che condurranno fino al 26 marzo p.v. una ricerca dendrocronologica sul campo incentrata tra l’altro sui ceppi lignei dell’Arsenale della Repubblica di Amalfi.

 

Introdurrà i lavori una relazione ad ampio raggio del Dott. Flavio Russo, Consulente Storico dell’Esercito Italiano che analizzerà l’uso del legno come materiale da costruzione terrestre e navale (cantieri e case di Amalfi), come combustibile per riscaldamento, forni per la calce e  e forni fusori, e per gli utensili in genere. I boschi come fonte energetica, miniera e risorsa per cantieri, una società quindi poggiata sul legno, dai commerci sul mare, tramite le navi, al forno per il pane, tramite le fascine. Spazio poi anche alla palinologia, ovvero la scienza che studia il polline e altri elementi biologici microscopici, sia attuali che fossili, con particolare attenzione alle ricostruzioni delle trasformazioni della flora, della vegetazione e quindi del clima avvenute durante l’Olocene, l’epoca geologica più recente, quella in cui ci troviamo oggi e che ha avuto il suo inizio convenzionalmente circa 11.700 anni fa. La Prof.ssa Elda Russo Ermolli, dell’Università Federico II di Napoli, tratterà l’argomento con particolare attenzione ai nuovi dati sulla storia della vegetazione in Campania. Concluderà i lavori il Dott. Domenico Camardo, Capo Archeologo dell’“Hercolaneum Conservation Project”, che presenterà la recente scoperta e gli studi fin qui effettuati sul tetto in legno della Casa del rilievo di Telefo di Ercolano, anche in vista della grande mostra su Pompei ed Ercolano che aprirà i battenti al British Museum di Londra il 28 marzo prossimo. Presiederanno le due sessioni il Prof. Giuseppe Gargano, Co-direttore del Comitato Scientifico del Centro e Consigliere politico del Presidente della Provincia di Salerno per la Cultura ed il Prof. Aldo Cinque, Geo-archeologo e Membro del Comitato Scientifico del Centro.

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