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Avellino: Polizia Penitenziaria salva vita in carcere detenuto con arresto cardiocircolatorio

Inserito da on 9 marzo 2013 – 00:34No Comment

A poche ore dalla violenta aggressione ad una poliziotta penitenziaria, torna al centro dell’attenzione il carcere di Avellino.“Esprimo il sincero e convinto apprezzamento del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, ai colleghi del Reparto di Polizia penitenziaria della Casa circondariale di Avellino che con il loro tempestivo intervento hanno salvato la vita ad un detenuto vittima di un arresto cardiocircolatorio. Il personale di polizia penitenziaria è intervenuto immediatamente ed al cospetto dei sanitari del presidio sanitario della casa circondariale di Avellino è stato avviato il protocollo per salvare il detenuto al quale il cuore era cessato di battere. Il medico e il personale infermieristico hanno quindi attivato il defibrillatore e rianimato il detenuto, permettendo al cuore di tornare a battere. Nell’istituto è immediatamente giunto il personale del 118 il ristretto e l’uomo, poco più che quarantenne, è stato condotto all’Ospedale Moscati di Avellino, in pronto soccorso. Ha quindi subito un delicato intervento al cuore e adesso, seppur le condizioni sono gravi, si trova fuori pericolo di vita”. A darne notizia è Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri.“Un gesto particolarmente importante e da mettere in evidenza, quello dei colleghi di Avellino, tanto che il SAPPE chiederà all’Amministrazione penitenziaria di Roma una adeguata ricompensa (lode o encomio) al Personale di Polizia che è intervenuto per salvare la vita al detenuto” prosegue. “Un gesto eroico e da valorizzare che nelle carceri italiane accade con drammatica periodicità: si pensi che nel 2011 e 2012 la Polizia Penitenziaria ha sventato oltre 2.000 tentativi di suicidio di detenuti e impedito che più di 10mila atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze”.

 

 

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