Home » Cannocchiale

Salerno: Caritas III^ Domenica di Quaresima

Inserito da on 3 marzo 2013 – 00:00No Comment

 “Insieme sulla roccia” La nostra roccia è Gesù, e aggrappati a Lui, nulla potrà farci paura. La carità come vita nella fede. Questo è ancora tempo di misericordia Tutta la vita cristiana è un rispondere all’amore di Dio. All’uomo è concessa una possibilità: il cambiamento. La prima risposta è appunto la fede come accoglienza piena di stupore e gratitudine di un’inaudita iniziativa divina che ci precede e ci sollecita.  E il «sì» della fede segna l’inizio di una luminosa storia di amicizia con il Signore, che riempie e dà senso pieno a tutta la nostra esistenza. Dio però non si accontenta che noi accogliamo  il suo amore gratuito. Egli non si  limita ad amarci, ma vuole attiraci a Sé, trasformarci in modo così profondo da portarci a dire con san Paolo: non sono più  io che vivo, ma Cristo vive in me (cfr Gal 2,20).  Quando noi  lasciamo spazio all’amore di Dio,  siamo  resi simili a Lui, partecipi della sua stessa carità. Aprirci al suo amore significa lasciare che Egli viva in noi e ci porti ad  amare  con  Lui,  in  Lui  e  come  Lui;  solo  allora  la  nostra  fede  diventa  veramente «operosa  per mezzo  della  carità»  (Gal  5,6)  ed Egli  prende dimora  in  noi  (cfr  1 Gv 4,12). La fede è conoscere la verità e aderirvi (cfr 1 Tm 2,4); la carità è «camminare» nella verità (cfr Ef 4,15). Con la fede si entra nell’amicizia con il Signore; con la carità si vive e si coltiva quest’amicizia  (cfr Gv 15,14s). La  fede ci  fa accogliere  il comandamento del Signore  e Maestro;  la  carità  ci dona  la  beatitudine di metterlo  in  pratica  (cfr Gv 13,13-17). Nella  fede  siamo  generati  come  figli  di Dio  (cfr Gv  1,12s);  la  carità  ci  fa perseverare concretamente nella  figliolanza divina portando  il  frutto dello Spirito Santo (cfr Gal 5,22). La fede ci fa riconoscere i doni che il Dio buono e generoso ci affida;  la carità li fa fruttificare (cfr Mt 25,14-30). Dio  è  paziente.    Il  suo  essere  paziente  ci  invita  a:  Essere  pazienti  come….:  una ragazzina  ‘straordinariamente’ normale, con  i suoi slanci di adolescente,  le sue gioie,  i piccoli  problemi,  con  i  sogni  e  le  delusioni  tipici  dell’età,  che  diventò  un  modello coinvolgente per  la  “santità” vissuta nel quotidiano, a casa,  in chiesa, a scuola, con gli amici. Nel suo diario scrisse: “Aspetta con calma e avrai tutto ciò che desideri”; “L’uomo deve fare solo ciò che può fare e non ciò che vuole fare, altrimenti diventa solo causa di disastri. Semina la pazienza-Verso  la  fine  della  settimana,  prepara  la  semina  dei  chicchi  di  grano. Prendi un sottovaso metti un poco di terra, colloca i semi. Sistemali in un luogo buio e  innaffia regolarmente e pazientemente. Piano piano vedrai la  piantina  crescere  e  il  Giovedì  Santo  la  potrai  portare  in  chiesa  per adornare l’altare della Deposizione.  

 

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.