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Napoli: Ronghi partecipa lavori direttivo UGL chimici e su industriali

Inserito da on 13 febbraio 2013 – 07:48No Comment

Giovedì 14 febbraio alle ore 15,00 il  Consigliere Nazionale Confederale UGL Salvatore Ronghi, candidato al Senato in Campania per Grande Sud, parteciperà ai lavori del Direttivo Regionale UGL Chimici Campania, allargato ai componenti dei direttivi Provinciali UGL Chimici di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. Ronghi interverrà sui temi “Lavoro, Pensioni, Sviluppo e Mezzogiorno”, Ronghi illustrerà il progetto politico di “Grande Sud” per il lavoro e per i lavoratori. Al direttivo parteciperanno il Segretario Nazionale, Luigi Ulgiati, il Segretario Confederale Regione Campania Vincenzo Femiano, i segretari provinciali UTL di Avellino Vassiliadis, Benevento, Penna, Caserta, D’Angelo, Napoli,  Falco, Salerno, Bisogno, il Segretario Regionale UGL Chimici Campania Tammaro Tavoletta, i Segretari Provinciali UGL Chimici di Avellino, Stolfa,  Benevento, D’Aria, Caserta, Marrocco,  Napoli, Sica, Salerno, Di Bartolomeo. Concluderà i lavori il Segretario Generale della Ugl Giovanni Centrella.“Il reddito di cittadinanza è certamente positivo ma irrealizzabile perché ci vorrebbe una finanziaria dello Stato per far fronte alla povertà nel Sud e, comunque, respingiamo l’idea di un Sud assistito, mentre chiediamo agli industriali più coraggio nell’investire in Campania e nel Sud”.E’ quanto afferma Salvatore Ronghi, capolista in Campania per Grande Sud, in merito a quanto emerso dal confronto tra Svimez e industriali napoletani oggi a Napoli.  “Anche gli industriali di Napoli hanno capito che Monti e Bersani fanno finta di parlare del Sud e non elevano nessuna proposta concreta per il Mezzogiorno – sottolinea Ronghi – ;  solo noi di Grande Sud siamo caoaci di portare avanti i temi del Sud e di equilibrare l’assenza di Mezzogiorno anche nel PdL”. “Nel programma di Grande Sud, al primo punto, c’è la fiscalità di vantaggio – conclude Ronghi – la quale sarebbe nient’altro che una fiscalità di compensazione per i disagi del Mezzogiorno; infine una cosa deve essere certa: il rilancio del Sud non può partire dal sistema bancario settentrionale ma è necessaria una banca del sud che faccia minicredito dia fiato all’economia”. 

 

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