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Un servizio che rende felici

Inserito da on 11 febbraio 2013 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Nel consueto incontro settimanale a Radio Stella di Salerno, sono venuti a trovarci tre giovani scout del Salerno 1)della parrocchia di s.Gaetano). Sono Laura,Alessio e Alessandro. Ci hanno detto che lo scoutismo è gioia,condivisione,servizio. Ci fa sentire parte di un’unica famiglia. Fa crescere noi e gli altri, condividendo dei valori e delle esperienze. Gli obiettivi di fondo li possiamo riassumere in quattro parole: fede, comunità strada e servizio. Sono momenti di un cammino di crescita. E per parlare in particolare del servizio, ascoltiamo le loro esperienze. Alessandro accompagna gli adolescenti (12-16 anni) del Reparto. Vede che hanno bisogno di un punto di riferimento nella vita e loro,ragazzi di venti anni li possono aiutare con il loro esempio. Alessio invece, con altri 3 amici, aiutano Sara, una ragazza disabile, a fare degli esercizi per farla muovere. Questa esperienza li rende consapevoli dei tante altre realtà che sono nascoste. Invece Laura dona il suo tempo a una casa famiglia, dove aiuta i bambini a fare i compiti, a far loro compagnia, accorgendosi così anche delle loro difficoltà. Certo viene loro da chiedere:perché lo fate? Lo scoutismo, ci dice Alessandro, è una vera e propria vocazione. E’ un modo di pensare e di vivere, è un diffondere la gioia, condividere e aprirsi al mondo. In effetti gli scout sono persone normali. Vivono la loro vita, studiano, si divertono e cercano di fare sempre del proprio meglio. Queste esperienze li aiutano a ragionare, a riflettere, così ci dice Laura. Alessio, poi, citando le due frasi classiche “del nostro meglio e lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato” conferma che loro vogliono lasciare una traccia positiva del loro passaggio. A questo, conclude Laura, li aiuta la Promessa(fatta davanti a Dio e sul proprio onore) e la Legge (i dieci comandamenti scout). Insieme, è il ritornello di tutti e tre, come diceva BadenPowell, il fondatore, cercano di “guidare la propria canoa”, la vita, andando, senza paura controcorrente, per essere delle persone solide e solidali, con l’aiuto di Dio e della comunità.

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