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Le quattro apparizioni di San Michele al Monte Gargano

Inserito da on 5 febbraio 2013 – 00:00No Comment

don Marcello Stanzione

Nel mese di maggio, esattamente il giorno 8, ricorre l’anniversario dell’apparizione dell’Arcangelo san Michele nella grotta del Gargano nelle Puglie e noi da cattolici devoti agli angeli vogliamo ricordarla. Veramente, le apparizioni sono quattro.

I.   Anno 490 -  Era papa felice III e Vescovo sipontino Mons. Lorenzo Mariorano, oggi Santo. Un giorno a Elvio Emanuele, signore del Gargano, scompare il più bel toro del suo armento. Dopo tre giorni di ricerche, lo trova inginocchiato, entro una caverna, in un punto inaccessibile. Non potendo raggiungerlo in alcun modo, scossa una freccia – che torna indietro – colpendo il tiratore. Sorpreso dalla novità dell’avvenimento, va a riferirlo al Vescovo , che indice tre giorni di preghiere e di digiuno. Al terzo giorno, gli appare san Michele, che gli dice: “Io sono l’arcangelo Michele e sto sempre dinanzi a Dio. Questa grotta mi è sacra: l’ho scelta a mia dimora ed io ne sono il Custode. Là ove si spalanca la roccia, possono essere perdonati i peccati degli uomini. Quello che sarà qui chiesto nella preghiera, sarà esaudito. Và sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano”. – Ma, siccome sulla montagna vige il culto pagano, il Vescovo differisce l’esecuzione dell’ordine dell’arcangelo san Michele.

II. Anno 492 – Siponto è assediata dalla orde barbare del re Odoacre. Il Vescovo Lorenzo, ottenuta una tregua da Odocacre, ordina penitenze e preghiere. Al termine, gli appare san Michele che gli dice: “Io vi aiuterò , se attaccherete battaglia ai barbari”. I Sipontini attaccarono e, verso le ore 10, una tempesta di sabbia e di grandine mette in fuga i barbari. Siponto è salva. Il santo Vescovo ordina una processione di ringraziamento fino alla montagna dell’Arcangelo. Ma  nessuno ancora entra ancora nella grotta.

III. Anno 493 – Il Vescovo Lorenzo è ancora incerto se eseguire l’ordine di san Michele e chiede consiglio al papa Gelasio I, che gli ordina di occupare la grotta, dopo un triduo di digiuno. Per la terza volta gli appare san Michele, che gli dice: “Non è necessario consacrare questo luogo, perché l’ho consacrato con la mia presenza. Entrate, pregate, celebrate il santo Sacrificio. Vo mostrerò come io stesso ho consacrato questo luogo”. Il Vescovo finalmente entra e trova un altare, coperto da un panno rosso, sormontato da una croce di cristallo e la impronta di un piede infantile su di un masso roccioso, che indica la presenza dell’arcangelo san Michele. Da quel giorno,la Grotta diventa meta di pellegrinaggi.

IV. Anno 1656 -  La peste nera miete vittime anche sul Gargano.  L’Arcivescovo Alfonso Puccinelli indice preghiere e digiuni e invoca l’aiuto dell’Arcangelo, che gli appare il 25 settembre 1656 e gli dice: “Io sono l’arcangelo Michele! Chiunque adopererà i sassi di questa Grotta, sarà liberato dalla peste”. Il Vescovo grida al miracolo. Il popolo prende i sassolini e la peste scompare.

 

 

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