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Povertà sociale…in barba al Porcellum!

Inserito da on 22 gennaio 2013 – 08:01No Comment

 Rita Occidente Lupo

Oltre un quarto degl’ Italiani a rischio poverta’ o esclusione sociale. Ogni giorno, in nero la lista di “disperati” a caccia di lavoro inesistente e di soluzioni tampone di sopravvivenza. Lo spettacolo indecente, d’un’Italia inginocchiata all’euro, senza poter reggere la competizione europea, lascia sconfitti quanti credevano che la moneta potesse essere solutoria per non restare indietro nei processi di globalizzazione. Ed invece, il Paese non riesce a stare in piedi. Non decolla l’economia, che ormai lancia Sos non più intermittenti! In uno scenario devastato dalla crisi sotto ogni fronte, i nuovi veltri affollano la scena, con simboli partitici, oltre duecento in quest’urlo politico imminente, che poco sanno d’antico, ma tanto di nuovo! All’insegna d’una sopravvivenza che, di fatto, non grazia nessuno. Porcellum docet! Ancora la partitocrazia, in barba ad ogni meritocrazia, ruba la scena e tanti ad accodarsi dietro i papabili in pole position per le Camere. Mentre la base langue, i vertici gettano la sorte dei propri interessi. Questo il vero dramma: da qualsiasi colore lo si afferri e da qualsiasi lato si tenti di afferrarne le redini. Finchè ci saranno privilegi e caste, vincitori e vinti, sudditi e legiferatori, il collasso della deriva non rimonterà la china della ripresa!  La nota stridente di chi celia “Se potessi avere, mille… euro al mese!” Gilberto Mazzi, nel 1939, nel canticchiare quel motivetto che gl’Italiani fischiettavano con le mani in tasca, ignari del futuro che ritorna, a volte senza quei ricorsi storici vichiani, ma assecondando solo i corsi, obesi di contraddizioni, non avrebbe mai immaginato d’esser rievocato dal consumistico terzo millennio. Eppure oggi, tra i rimedi casalinghi della nonna, albume d’uovo per la cosmesi fai da te ed aceto lucidante, limoni sgrassatori e detersivi sempre meno sofisticati, il leggero carrello della spesa implora non il maquillage dei 5€, ma il tintinnìo del salvadanaio di coccio, per girare il foglio mensile del calendario! Sotto la pioggia del mese pazzerello, scaramanticamente dato il numero, la XVII^ legislatura che, sulle idi di marzo, arerà il campo ad una nuova squadra, conservatrice di poltrone, smollate dall’usura, ma ancora riservate a troppi habitué senz’età!Mentre il popolo, sul grido manzoniano “Pane!” ha cessato anche di credere alle promesse, naufragate da un bel pezzo nel largo della credibilità! E si chiede esasperato, con la scheda elettorale tra le mani, fino a quando sarà messa a dura prova la sua intelligente pazienza!

 

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