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Salerno: Aldo Masullo, la libertà nella società tecnologica

Inserito da on 21 gennaio 2013 – 06:03No Comment

Il filosofo Aldo Masullo, ritornerà giovedì 24 gennaio, ospite della Società Filosofica Italiana sez.ne di Salerno, presieduta da Carmine Mottola, per un incontro, promosso in collaborazione con la provincia di Salerno e la Società Salernitana di Storia Patria, che si svolgerà  alle ore 17,30 presso la Pinacoteca Provinciale sita in palazzo Pinto a Via Mercanti 63. La tavola rotonda, ospite della padrona di casa Barbara Cussino, dirigente del settore Musei e Biblioteche della Provincia di Salerno, che sarà moderata da Renata Caragliano, vedrà gli interventi dei docenti Giuseppe Cacciatore, Maria Paola Fimiani, sul tema “La libertà nella società tecnologica”, attraverso cui si rifletterà anche sull’ultimo lavoro di fasullo “La libertà e le occasioni” edito da Jaca Book. La libertà è occasione e scelta. La sua concretezza sta nel suo essere insieme logica e patica, sempre progettante per quanto definita dal limite esistenziale. Perciò il ‘logos’ non soltanto è pensiero, ma pensiero vissuto. E l’iniziativa etica come sforzo di vita è rottura di ogni continuità e dipendenza. Risponde a un’inedita domanda della storia, anzi è l’atto stesso della libertà. Parte da queste riflessioni il nuovo saggio del filosofo. Cosa è la libertà umana – da dove nasce e verso dove muove? Qual è il punto di rapporto e di tensione tra corpo e mente, naturalità e idealità, ragione e passione? E cosa unisce gli individui in un nesso che va al di là della loro identità, legandoli in un vincolo comune? Sono queste le domande fondamentali intorno alle quali ruota l’ultimo libro di uno dei maestri del pensiero italiano contemporaneo quale è Aldo Masullo. La domanda inaugurale del pensiero moderno è “politica” in senso rigorosamente filosofico: non concerne la genesi storica della società, la sua nascita nel tempo, le strategie del potere, ma si applica al punto d’origine, al principio del “plurale” costitutivo della soggettività. A partire dal XVII secolo balena nuova l’idea che propulsivo della dinamica sociale sia il nesso dialettico, mondano e storico, di libertà e di ordine.  Il Vico coglie appieno la novità, quando nel “De iure” sostiene che società e diritto non sono effetti né di metafisica necessità né di naturali impulsi utilitari, ma funzioni dell’umano reagire alle occasioni, ossia risposte che dinanzi alle sfide delle contingenti situazioni gli accomunati individui inventano. Poi, nel corso dei secoli, la mente moderna lavora a pensare criticamente i modi originari della libertà e le sue occasioni di fondo. Si compiono così i passi salienti con cui matura la coscienza non retorica della libertà, la consapevolezza che essa è strutturalmente relazionale e, in questo senso, radicalmente “politica”. Nell’attuale momento della vita del mondo, non certo per questa o quella novità tecnica ma, come avverte Jacques Ellul, per l’incombente prospettiva che lo stesso sistema sociale si riduca a “sistema tecnico”, la libertà si trova dinanzi all’occasione cruciale, in cui è di essa che si decide. Una tale sfida non si può ignorare, occorre rispondere. È propriamente un affare di etica: non compete all’esattezza del calcolo, ma al rigore del pensiero.

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