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Salerno: Sarno si dimette dall’esecutivo Fli

Inserito da on 20 gennaio 2013 – 06:20No Comment

  “Rinuncio alla candidatura e mi dimetto dall’incarico di componente dell’esecutivo nazionale del partito FLI- dichiara Michele Sarno- in ragione del fatto che all’esito della comunicazione relativa alla posizione riservata alla provincia di Salerno e cioè il quinto posto ho dovuto prendere atto del mancato rispetto della realtà territoriale salernitana. Realtà che val la pena rappresentarlo annovera il maggior numero di elettori nel collegio di riferimento. A ciò va ancora aggiunto che ho, con sommo stupore, appurato anche che al terzo posto della lista veniva candidato l’on. Muro di Napoli e solo al quarto posto l’on. Gianfranco Paglia insignito della medaglia d’oro al valor militare (Paglia è di Caserta). Infine venivo a conoscenza del fatto che le liste erano sostanzialmente così determinate dall’on. Bocchino. Tale fatto mi induce, dal momento che sono entrato a far parte di FLI in forza del rapporto di stima con l’on. Fini, a non poter restare in un partito il cui gestore è Italo Bocchino, persona che non stimo a livello umano e politico. FLI nasce perchè deve lottare contro la logica dei partiti padronali e verticistici, al fine di restituire dignità alla base ed essere un partito di popolo. Ebbene dopo poco tempo dalla mia elezione all’unanimità e quindi dalla mia legittimazione quale coordinatore provinciale eletto dal basso (all’epoca della mia conduzione il partito annoverava più di 2000 iscritti) fui chiamato dall’on. Bocchino a Roma ove lo stesso mi impose di dimettermi per lasciare spazio ad un consigliere provinciale proveniente dal PDL. Questa è la democrazia in cui crede Bocchino:  se viene eletto chi non gli piace lo fa dimettere nel “pieno rispetto della volontà assembleare (cioè degli iscritti)”. Tanto sopportai in forza del rapporto di amicizia con l’on. Fini digerendo che nel nostro partito alla logica del  potere del padrone si sostituisse la logica dell’imposizione del vicario. Nel prendere atto che il tutto è gestito dall’on. Bocchino non posso restare silente. Propongo nell’andare via che Bocchino non sia candidato in quanto impresentabile e tanto sulla scorta di quanto assunto dalle ultime notizie giornalistiche in relazione alle quali si fa riferimento ad attività di accertamento della GG.FF. nei confronti del quotidiano  Roma, che si assume essere di Bocchino, nel rispetto del principio più volte richiamato nel nostro partito secondo cui il politico, come la moglie di Cesare, dev’ essere al di sopra di ogni sospetto. Ulteriormente va detto ancora che in un ambito di effettivo rinnovamento non può essere candidato chi è in parlamento dal ‘96. E tanto per far capire alla gente che il Parlamento non è un ufficio di collocamento. Per questi motivi Bocchino non va ricandidato, per offrire rilegittimazione alla politica e perchè la gente possa comprendere che in questo Paese c’è ancora qualcuno che alle parole fa seguire i fatti, nella consapevolezza  che la legalità è etica della responsabilità ed è un sistema in cui se esistono delle regole e dei principi, valgono nei confronti di tutti senza sacche di privilegio. Vi ringrazio sin d’ora per l’attenzione che mi mostrerete.

                                                                                                                 avv. Michele Sarno   

 

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