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Un colpo da maestro

Inserito da on 13 gennaio 2013 – 08:014 Comments

Angelo Cennamo

Le immagini a volte possono raccontare i fatti meglio di mille parole, e cristallizzare nella memoria collettiva gesti che sembrano insignificanti o macchiettistici, ammantandoli di storia. Berlusconi che si toglie il fazzoletto dalla tasca per pulire la sedia di Marco Travaglio, a Servizio Pubblico su La 7, è la nemesi televisiva di chi ha atteso 20 anni per liberarsi da un clichè, quello del politico corrotto e corruttore, che la stampa di sinistra gli ha cucito addosso per frenarne l’ascesa e i ritorni. Con Silvio Berlusconi in studio, Michele Santoro ha chiuso il cerchio della lunga stagione guerrigliera, fatta di insulti e di editti bulgari, del bipolarismo più cruento e ideologizzato. La trasmissione è stata vista da 9 milioni di telespettatori ed ha avuto uno share del 34% : poco male per un politico dato per finito o, nel migliore dei casi, sul viale del tramonto. Il Cavaliere, alla veneranda età di 76 anni, tradito e abbandonato da una vasta schiera di mezze figure della politica, miracolate dai suoi precedenti successi elettorali, da solo, ha voluto sfidare la piazza televisiva più ostile alla destra da lui rappresentata. L’arena di Santoro è da sempre l’emblema dell’antiberlusconismo più ruvido e velenoso; con La Repubblica di Scalfari, il vero antagonista del centro destra forzista, in un gioco delle parti a volte spietato oltre ogni limite. Il Cavaliere ne è uscito vincitore, tra i sussulti e l’indignazione del conduttore, che lo ha accusato di aver tradito un misterioso patto di non belligeranza. Berlusconi sorride, stringe gli occhi a fessura, risponde alle minuziose obiezioni della Innocenzi e della Costamagna nei panni di due agguerrite pm. Denuncia i limiti della nostra costituzione, quella che Benigni definisce la più bella del mondo, ma che non consente al capo del governo neppure di nominare e revocare un ministro, e che rende i processi legislativi interminabili per le sue cavillose procedure di rimando. La trasmissione scorre con un ritmo piacevole, e Santoro, da abile professionista qual è, incassa con senso dell’humor le frecciatine dell’ospite inatteso sui suoi presunti studi serali. Berlusconi gigioneggia di fronte ad una platea ammaestrata ad un insolito silenzio, e spiega le ragioni che lo hanno condotto alle dimissioni. “Presidente, perchè ha approvato l’Imu?” gli chiedono con insistenza. “Non potevo di certo far cadere il govrno dopo 20 giorni” ribatte lui. Ad una sconosciuta imprenditrice no euro, portata in trasmissione per evidenziarne l’antieuropeismo, il Cavaliere risponde per le rime, trasformando la trappola in un assist. Ma è con Travaglio che scoppia il pandemonio. Il giornalista del Fatto Quotidiano legge una delle sue piccanti letterine, ma non immagina che l’avversario ne ha pronta un’altra per lui. Santoro esplode in un gesto di rabbia e accusa Berlusconi di aver tradito i patti. Il Cav sorride e lascia lo studio con un ultimo monito al pubblico silente : “Non fatevi infinocchiare da questi qui”. La degna conclusione di un duello dal sapore antico che ha portato La 7 ad ascolti mai raggiunti prima. Chi aspira alla futura leadership del centro destra, riavvolga il nastro e impari. @angelo_cennamo

 

4 Comments »

  • Gabriella scrive:

    Purtroppo, è stata una manfrina tristissima che si scontra con la realtà e la realtà è quella che si è vista ieri (puntata del 12/01 con Casini, Marino e Santanché) da Porro e da Telese, con gli imprenditori veneti che, a causa della pressione fiscale, se ne vogliono andare in massa in Carinzia e con la Santanché che viene affrontata a muso duro da una di queste imprenditrici che le dice che non gliene può fregare di meno della politica che vuole fare il centrodestra, quando loro hanno una pressione al 68% dopo 10 anni di centrodestra (e non era una imprenditrice di centrosinistra). A questi può essere oggi raccontato che le ricette del centrodestra hanno funzionato? Gli si può mai dire che, ops, ci siamo accorti che lo stato non funziona come dovrebbe? Dopo 20 anni e realizzando (con la complicità del conduttore) uno show dal tenore comico pari o superiore a quelli che potrebbero realizzare Benigni, Fiorello o Celentano?

    Il fatto che Berlusconi non possa governare per colpa dell’architettura dello stato è solo l’ennesima scusa (dopo i comunisti, i giudici di sinistra, i giornali di sinistra, Casini, Fini, la Lega, la Merkel e la moglie): questo lo può dire uno che ha governato una sola volta, non una persona che oramai è in politica da tempi immemorabili. Insomma, come credergli? Uno che dice che lo stato non funziona lo dice subito, cerca di cambiarlo, ne fa una battaglia politica: non se ne lamenta a posteriori dopo aver governato tante volte in compagnia di partiti e partitini che gli hanno assicurato la sopravvivenza politica! Però sono sicura che questa è una cosa a cui possono credere gli elettori del centrodestra, che sarebbero quelli che sono più affascinati da Berlusconi che dai politici del PDL.

    Il colpo da maestro, invece, credo che lo abbia inferto a Monti, il che dal mio punto di vista non guasta. Anzi, se il professore continua a fare le dichiarazioni che fa, finirà stritolato da destra e da sinistra. A dire la verità, per la spocchia che stanno mostrando i suoi, personalmente mi farebbe anche piacere.

  • Angelo Cennamo scrive:

    L’Universita’ di Siena e Luca Ricolfi stabilirono che il 70% del “Contratto con gli italiani” venne rispettato. SB ha fatto piu’ di quanto si dica (nel bene e nel male). Alcune riforme sono state cancellate dai referendum, altre dalla Consulta. Altre ancora impedite da Fini, Casini e Bossi. Qualcun’altra frenata dal buon senso degli avversari.r

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